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Il tocco diabolico di Uwe Boll pecora nera del cinema

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Il nome più "estremo" nel calderone di "Eaters" è senza dubbio quello di Uwe Boll, il produttore/distributore del film. Quarantacinquenne, tedesco, ex pugile, due lauree (lettere ed economia), prolifico regista, nonché sceneggiatore e produttore di opere assolutamente discutibili tra horror, fantasy e commedia.  Nonostante un rapporto conflittuale con pubblico e critica («meglio essere odiato dalla gente che dimenticato»), Boll riesce sempre a far parlare di sé e delle sue opere. Un suo film, "Postal" è un'opera demenziale che sbeffeggia 11 settembre, Torri Gemelle e kamikaze arabi. Altre 5 sue pellicole sono nella classifica dei "peggiori 50 film della storia del cinema". Si vanta di aver fatto un bellissimo film sulla tragedia del Darfur che nessuno ha visto - a suo avviso - perché il regista era lui («fosse stato firmato Spielberg, sarebbe stato un capolavoro acclamato»).  Da un po' di tempo in rete è cominciato in battage pubblicitario del suo "Auschwitz", con un trailer choc dove lui stesso (anche attore, nei panni di una guardia) vede morire con la noia di un lavoratore a fine turno, dei bambini nella camera a gas. «Mostrerò con precisione chirurgica il campo per quello che era, una fabbrica di morte». Missione ardua per un "artista" universalmente considerato "il peggior regista professionista della storia del cinema".

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di Redazione web