Il Tirreno

Empoli

Muore a quarant'anni mentre è in lista d'attesa per il secondo trapianto

Muore a quarant'anni mentre è in lista d'attesa per il secondo trapianto

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Il nemico si era riaffacciato e Raffaele, con grande coraggio, stava per ricominciare una nuova battaglia, quella che forse lo avrebbe portato ad affrontare un secondo trapianto di cuore. Purtroppo la malattia non gli ha dato tempo e ieri è morto nella sua casa di Ponzano, in via Redi. Raffaele Salerno, 40 anni, non è riuscito a superare l'arresto cardiaco che l'aveva colpito domenica pomeriggio. Inutili i soccorsi: oggi nel pomeriggio, si svolgeranno i funerali.  Ieri la notizia della sua scomparsa si è diffusa a Ponzano, il quartiere in cui viveva con la moglie Barbara e una figlia piccola. E poi in Comune dove, da circa 20 anni, lavorava come elettricista. Commosso l'assessore Filippo Torrigiani che, per la sua delega alle manutenzioni, aveva avuto modo di lavorare insieme a Raffaele in numerose occasioni.

«Era una persona brava e corretta», racconta il suo responsabile alle manutenzioni, Elio Gavazzi.  Raffaele era stato operato all'ospedale di Pavia, nel reparto di cardiochirurgia del San Matteo, a gennaio del 1988 quando aveva 18 anni. Un intervento che, all'epoca, gli aveva permesso di sconfiggere una grave cardiopatia. E questo grazie al cuore di un bambino di undici anni di Pontassieve rimasto ucciso in un incidente stradale.  Carmine si chiamava il piccolo deceduto e, come Raffaele, era originario della provincia di Avellino. «Abbiamo pensato che così nostro figlio potesse continuare a vivere, ma soprattutto ci siamo resi conto che altri possono vivere grazie a lui», dissero i genitori spiegando il loro assenso alla donazione. E ben cinque persone all'epoca ricevettero organi del piccolo: i reni vennero trapiantati su un bambino di 9 anni a Genova e su una ragazza di 21 a Milano, mentre delle cornee beneficiarono due fiorentini, all'epoca di 36 e 56 anni. 

Subito dopo il decesso di Carmine all'ospedale di Careggi, Raffaele era partito da Empoli per Pavia su un' ambulanza scortata dalla polizia. Il cuore di Carmine, invece, era arrivato a Linate e da lì venne trasportato in auto fino al San Matteo. L' equipe del professor Mario Viganò riuscì a portare in fondo con successo il trapianto, il settantunesimo eseguito a Pavia. Il giorno dopo i genitori di Raffaele, Antonio e Giuseppina, riuscirono a fargli anche visita.  Raffaele, con l'aiuto di Carmine, aveva avuto la meglio. E così è stato per oltre venti anni durante i quali si era costruito un lavoro e una famiglia.  Da qualche tempo, però, non stava più bene e nel suo futuro si riaffacciava la parola trapianto. Era in contatto con l'ospedale di Pisa dove avrebbero dovuto sottoporlo a un nuovo trapianto.  Poi l'altro pomeriggio il malore che non gli ha dato scampo. Sia a lui che definitivamente anche al piccolo Carmine.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web