Il presidio
La testimonianza del ragazzo che ha scoperto il corpo adagiato accanto a un muretto in via Tino da Caimano
«Pensavo che stesse male, invece non respirava più»
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Il giovane che ha dato lallarme appena notato il cadavere a fianco di un muretto in via Tino da Camaino 2 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. «Stavo rientrando a casa. Ho visto che c'era una persona distesa per terra proprio accanto al muretto. Non mi sono neanche avvicinato più di tanto e ho chiamato il 118». Ivan abita proprio in via Tino di Camaino, una traversa di viale Boccaccio. È stato lui il primo a vedere proprio sotto casa sua il corpo senza vita di Massimo Stepich. Reduce da una partita a calcio con la sua squadra (il Bassa), il giovane stava rientrando. Mai avrebbe pensato di trovarsi di fronte al corpo senza vita di una ragazzo: «Stavo camminando tranquillamente. Poi ho girato gli occhi sulla mia destra e ho visto il corpo. Mi sono avvicinato un po' per capire se si trattasse di qualcuno che si era sentito male. Non mi sono reso conto se respirava ancora o no». Un racconto che Ivan ha dovuto ripetere più volte. Agli amici che arrivavano, attirato da tanto movimento. Ai vicini di casa. Ma soprattutto ai carabinieri, che lo hanno portato nella caserma di via Tripoli per verbalizzare le sue dichiarazioni. «La prima cosa che ho fatto - racconta ancora Ivan - è prendere il mio telefonino e chiamare il 118». Immediato l'arrivo dell'ambulanza della Misericordia di Empoli. Ma non c'era niente da fare: Stepich era già morto da alcune ore. Sul posto sono quindi arrivati polizia e carabinieri, che hanno subito chiuso la strada e che hanno avuto il compito di risalire all'identità del giovane morto e di avvertire i familiari. Poi sono iniziati i rilievi della sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri ed è arrivato sul posto il sostituto procuratore presso la procura di Firenze Vincenzo Ferrigno, che è il titolare delle indagini e che avrà dunque ora il compito di fare luce sulla misteriosa vicenda.
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