Assassinato con un colpo di pistola al cuore
Francesco Turchi
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A destra la vittima, Massimo Stepich, a sinistra i carabinieri sul luogo del delitto e sopra il titolo il cadavere accanto a un muretto in via Tino da Camaino Giovane trovato cadavere a due passi dall'ospedale San Giuseppe
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EMPOLI. Gli hanno sparato al cuore. Poi l'hanno caricato in macchina e l'hanno portato a due passi dall'ospedale San Giuseppe di Empoli. Il corpo senza vita di Massimo Stepich, 22 anni di San Miniato, nomade di etnia sinti, è stato notato da un giovane che stava rientrando a casa, in via Tino da Camaino, una strada a fondo chiuso che porta a una zona residenziale, proprio a fianco della struttura ospedaliera. Erano le 17.15 circa quando è arrivata la telefonata al 118 di Empoli, che ha inviato sul posto un'ambulanza della Misericordia. Ma ormai non c'era niente da fare: Massimo era morto da alcune ore. Il giovane indossava una maglietta blu che misteriosamente - almeno secondo i primi soccorritori - non era insanguinata e un paio di jeans. Era disteso sull'erba, a fianco della spalletta in cemento del ponticello sul rio Bonistallo, proprio nel punto dove finisce la salita e la strada si fa piana. La testa proprio dietro al muretto e il corpo disteso a pancia in sù. Un foro sul torace e varie ecchimosi e segni sui polsi. Questo lo spettacolo agghiacciante che si è presentato alle famiglie che vivono in via Tino da Camaino, che quando hanno sentito le sirene si sono affacciate ai loro terrazzi o hanno sceso le scale sbalorditi: c'era un morto ammazzato proprio sotto la loro casa. Nessuno ha sentito sparare. Nessuno - almeno secondo quanto è trapelato finora - ha visto un'auto o un altro mezzo arrivare fin sotto alle loro case per scaricare il cadavere. «Ha un foro proprio all'altezza del cuore - racconta uno dei soccorritori - e per quel che ho visto la pallottola non ha bruciato la pelle. Di solito questo accde quando il colpo viene sparato da una certa distanza: lo sparo ravvicinato ustiona la pelle». Sempre secondo i primi soccorritori, il giovane sarebbe morto alcune ore prima del ritrovamento: «Il cadavere era già freddo, ma non rigido». Gli inquirenti si sono limitati a dire che stanno indagando a 360 gradi, ma secondo quanto è trapelato la pista più battuta sarebbe quella del regolamento dei conti, visto che Stepich aveva dei precedenti per storie di droga ed era anche stato arrestato nel novembre 2008 dalla polizia di Empoli (insieme ad altre due persone), per il massacro a colpi di martello e crick di due fratelli empolesi, salvati da alcuni automobilisti che videro la scena e chiesero l'intervento del 113. Ma i punti oscuri della vicenda sono molti. Innanzitutto gli inquirenti vogliono capire per quale motivo il corpo - probabilmente già senza vita - di Stepich sia stato lasciato proprio a due passi dall'ospedale San Giuseppe. Forse chi gli ha sparato, che fosse una o più persone, non avrebbe voluto ucciderlo. Forse era soltanto un avvertimento. E magari, quando ha capito la gravità della situazione ha tentato disperatamente di far salvare il nemico, lasciando a venti metri dal pronto soccorso, sotto alle finestre di decine di persone, che magari avrebbero potuto vederlo e chiamare i soccorsi in tempo utile per salvarlo. Oppure si è trattato di una disgrazia, difficile da raccontare ai medici. E allora hanno preferito lasciare quel corpo al suo destino. Perché se avessero voluto semplicemente disfarsene - e questo sembra evidente - l'avrebbero portato altrove, non certo in una zona residenziale.
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