A Certaldo l'attualità ai raggi X
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Giovanni Minoli, Alessandro Baricco e Parinoush Saniee Minoli commenta la gaffe di Andreotti, Parinoush il dramma di Sakineh
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CERTALDO. Letteratura, giornalismo, ma non solo. Il premio letterario Boccaccio 2010, grazie ai suoi ospiti illustri, è stato l'occasione per parlare di due temi di assoluta attualità: il dramma di Sakineh, la donna iraniana condannata alla lapidazione, e la clamorosa gaffe di Andreotti su Ambrosoli. Non si sono proprio risparmiati Alessandro Baricco, Parinoush Saniee e Giovanni Minoli - vincitori rispettivamente del 29º Premio letterario Boccaccio, del Premio Boccaccio Internazionale e del Premio giornalistico Montanelli - che ieri mattina nella cornice di Palazzo Pretorio durante la cerimonia di consegna dei premi hanno dato il meglio di loro stessi, senza remore né censure, nell'analizzare il mondo di oggi. «Quanto accaduto durante la trasmissione "La storia siamo noi" con la "battuta" del senatore Andreotti su Ambrosoli - ha detto Giovanni Minoli - ha dimostrato che la politica ridotta a battute ironiche ha mostrato la propria pochezza. Fino a qualche anno fa il modo di fare politica "ironica" iniziato e portato avanti negli anni proprio da Andreotti era sempre stato considerato geniale. Ora l'aria è cambiata». Non solo politica, ma anche, ovviamente, tanta letteratura. «Quando hai talento non c'è più distinzione fra tecnica ed istinto. Scrivo i miei libri d'istinto - ha spiegato Baricco facendo riferimento a Emmaus ma anche ai tanti romanzi di successo precedenti - ma poi subentra anche il momento della costruzione. Il mio è un modo istintivo di usare la lingua, coordinato però con una buona dose di architettura, come quella utilizzata per costruire i palazzi, e razionalità della parola. Per i libri è come se fossero costruiti di mattoni, fatti per stare su nel tempo: utilizzare il solo istinto rischierebbe di dar vita a costruzioni soggette a crollo dopo poco tempo». Inevitabile, infine, il richiamo alla vicenda di Sakineh, la donna iraniana condannata a morte che ha saputo smuovere l'opinione pubblica di tutto il mondo. Inevitabile perché anche la scrittrice Parinoush Saniee è come lei originaria dell'Iran e perché anche la protagonista del suo libro "Quello che mi spetta" - con il quale la scrittrice ha vinto il Boccaccio Internazionale - è una donna iraniana schiacciata dalla società maschilista e segnata dalle privazioni che ha dovuto subire. Parinoush Saniee ha sintetizzato con una poesia la situazione delle donne iraniane, infondendo anche una buona dose di speranza: «Chi brucia di più - ha detto - sa come affrontare il fuoco. Le donne iraniane troveranno il modo di ottenere i propri diritti. Del resto, fino ad oggi, hanno saputo sfruttare le minime possibilità che sono state loro offerte per ottenere il massimo risultato».
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