Energia elettrica dai rifiuti
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Energia elettrica da biogas sarà ricavata dalla discarica di Corliano, nella campagna cerretese che porta verso Gavena. La Provincia di Firenze ha dato l'autorizzazione a Publiambiente a costruire un impianto di produzione di energia elettrica nella sede di Cerreto Guidi. La discarica di Corliano era stata utilizzata fino alla metà degli anni Novanta per raccogliere rifiuti solidi urbani. Tra il 1998 e il 2003 il sito è stato ampliato e quindi riaperto, tra le proteste dei cerretesi, il 19 maggio 2005. Nei 23 mesi di attività alla discarica sono stati trasportate e depositate da Publiambiente, che ne ha curato la gestione, circa 110.000 tonnellate di rifiuti pre-selezionati e trattati, confezionati in balle, avvolte in materiale plastico e oltre 30.000 tonnellate di terriccio (frazione organica stabilizzata), destinate alla copertura. L'ultima pressa di rifiuti pre-selezionati e trattati prima della chiusura è stata infatti depositata nella discarica di Corliano, nell'aprile del 2007.
Dopo oltre tre anni si torna adesso a parlare del sito per la fase attuale di riqualificazione del territorio. La richiesta della holding di via Garigliano era stata inoltrata alla Provincia all'inizio del mese di agosto scorso. La risposta è arrivata il 27 dello stesso mese da parte da parte del dipartimento territorio e programmazione e resterà affissa all'albo pretorio del comune di Cerreto fino al 18 settembre in attesa di osservazioni od opposizioni da parte di terzi. L'impianto in progetto avrà una potenza pari a 250 Kw e sarà alimentato dal biogas della discarica. «Questo sistema di energia alternativa - spiega Franco Mori coordinatore generale di Publiambiente - è già consolidato. Attualmente è attivo nella discarica di Casa Sartori a Montespertoli e sarà presente in futuro in tutti i siti esistenti. In particolare a Montespertoli l'energia prodotta serve per l'autoconsumo, con gran parte di essa mandiamo avanti l'impianto stesso». Il discorso di Cerreto Guidi sarà diverso, non tanto come modalità, ma per l'utilizzo finale dell'energia prodotta. «A Corliano - prosegue Franco Mori - l'impianto avrà una potenza di 250 Kw. Il biogas prodotto dalla discarica verrà impiegato per produrre elettricità che verrà immessa nella rete del gestore dell'energia. In pratica l'elettricità prodotta verrà venduta ad Enel ed in parte sarà utilizzata per l'autoconsumo». Impianti che trasformano il biogas in energia elettrica sono una realtà ecologica in continua espansione, nonostante i costi siano elevati, sempre superiori ai 500mila euro. «L'impianto di Cerreto Guidi - precisa il coordinatore di Publiambiente - considerando il motore, la struttura e la messa in opera, avrà un costo che si aggira intorno ai 700.000 euro». Oltre ai quindici giorni in cui potranno essere presentate osservazioni a progetto, la discarica di Corliano potrebbe iniziare a produrre energia elettrica molto presto. «L'Enel deve fare le opportune verifiche - conclude Franco Mori - e comunque ci sono diverse fasi tecniche da rispettare. Speriamo di poter rendere attivo l'impianto all'inizio dell'anno prossimo». Sara Bruni FIRMATO L'APPELLO Anche Fucecchio al fianco di Sakineh FUCECCHIO. Anche la giunta comunale di Fucecchio ha aderito alla campagna di sensibilizzazione "Cento città contro lo stoning", in difesa di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana costretta ad una finta confessione in tv e condannata alla lapidazione per "adulterio durante il matrimonio". «Non è possibile - dice il vicesindaco Sara Matteoli - rimanere indifferenti di fronte alla condanna a morte inflitta a Sakineh. Le istituzioni hanno il dovere di prendere posizione e mobilitarsi contro un fatto di questa gravità».
Dopo oltre tre anni si torna adesso a parlare del sito per la fase attuale di riqualificazione del territorio. La richiesta della holding di via Garigliano era stata inoltrata alla Provincia all'inizio del mese di agosto scorso. La risposta è arrivata il 27 dello stesso mese da parte da parte del dipartimento territorio e programmazione e resterà affissa all'albo pretorio del comune di Cerreto fino al 18 settembre in attesa di osservazioni od opposizioni da parte di terzi. L'impianto in progetto avrà una potenza pari a 250 Kw e sarà alimentato dal biogas della discarica. «Questo sistema di energia alternativa - spiega Franco Mori coordinatore generale di Publiambiente - è già consolidato. Attualmente è attivo nella discarica di Casa Sartori a Montespertoli e sarà presente in futuro in tutti i siti esistenti. In particolare a Montespertoli l'energia prodotta serve per l'autoconsumo, con gran parte di essa mandiamo avanti l'impianto stesso». Il discorso di Cerreto Guidi sarà diverso, non tanto come modalità, ma per l'utilizzo finale dell'energia prodotta. «A Corliano - prosegue Franco Mori - l'impianto avrà una potenza di 250 Kw. Il biogas prodotto dalla discarica verrà impiegato per produrre elettricità che verrà immessa nella rete del gestore dell'energia. In pratica l'elettricità prodotta verrà venduta ad Enel ed in parte sarà utilizzata per l'autoconsumo». Impianti che trasformano il biogas in energia elettrica sono una realtà ecologica in continua espansione, nonostante i costi siano elevati, sempre superiori ai 500mila euro. «L'impianto di Cerreto Guidi - precisa il coordinatore di Publiambiente - considerando il motore, la struttura e la messa in opera, avrà un costo che si aggira intorno ai 700.000 euro». Oltre ai quindici giorni in cui potranno essere presentate osservazioni a progetto, la discarica di Corliano potrebbe iniziare a produrre energia elettrica molto presto. «L'Enel deve fare le opportune verifiche - conclude Franco Mori - e comunque ci sono diverse fasi tecniche da rispettare. Speriamo di poter rendere attivo l'impianto all'inizio dell'anno prossimo». Sara Bruni FIRMATO L'APPELLO Anche Fucecchio al fianco di Sakineh FUCECCHIO. Anche la giunta comunale di Fucecchio ha aderito alla campagna di sensibilizzazione "Cento città contro lo stoning", in difesa di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana costretta ad una finta confessione in tv e condannata alla lapidazione per "adulterio durante il matrimonio". «Non è possibile - dice il vicesindaco Sara Matteoli - rimanere indifferenti di fronte alla condanna a morte inflitta a Sakineh. Le istituzioni hanno il dovere di prendere posizione e mobilitarsi contro un fatto di questa gravità».
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