Il Tirreno

Empoli

IL RICORDO DI 66 ANNI FA

Quell'avanzata dei militari alleati culminata con la liberazione di Vinci

Claudio Biscarini

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Finalmente, nella notte tra il 31 agosto e il 1º settembre di 66 anni fa, dopo 40 giorni di stop lungo le rive dell'Arno, gli alleati ripresero l'avanzata. Davanti a loro il vuoto. I tedeschi se ne erano andati. Ma la guerra, se per il capoluogo non era stata così terribile, lo era stata per le frazioni di Sovigliana e di Spicchio che si trovarono sulla linea del fronte. C'era stato il bombardamento di marzo, che fece scrivere queste parole a don Ferdinando Pulignani, priore di Spicchio: «Le bombe sganciate non furono molte, ma purtroppo dobbiamo lamentare, oltre alla distruzione di alcune case, sedici vittime, in gran parte ridotte un ammasso informe di carne umana e diversi feriti». C'erano stati l'attacco al Crocefisso di Mercatale al fascista Marmugi, le fucilazioni tedesche, i bombardamenti del ponte Leopoldino, che divenne maceria il 16 luglio con le mine tedesche, e dallo stesso giorno, l'ordine di sfollamento. Alcuni se ne andarono a sud dell'Arno, i più fortunati, molti altri, con barrocci trainati a mano, si imboscarono nel Monte Albano, rimanendovi bloccati. Poi, a Empoli, arrivarono gli alleati e la linea Heindich, o dell'Arno, con le sue centinaia di mine, divenne operativa. I tedeschi si schierarono nel territorio di Vinci. Tra i difensori tedeschi, gli uomini della 26ª Panzer-Aufklarungs-Abteilung del Rittmeister Strauch che, ad agosto, massacreranno 175 civili nel Padule di Fucecchio.  Scriveva don Ezio Canovai, priore di S. Bartolomeo a Sovigliana, al cardinale Dalla Costa il 1º ottobre 1944: «Per quasi due mesi la chiesa ha servito da accampamento e rifugio alle truppe tedesche. I tedeschi sono discesi anche in una tomba buttando nel sepolcro la lapide di accesso». Nottetempo, le pattuglie anglo-americane passavano l'Arno in cerca di informazioni e di prigionieri, e così facevano gli avversari. Il 24 agosto 1944, agli americani della 85th Infantry Division si erano succeduti i sudafricani della 6th South African Armoured Division, che, nel settore di Empoli, fino a S. Pierino, avevano schierato la 24th Guards Brigade, le Guardie di Buckingham Palace.  Alle 2,50 del 1º settembre, le Coldstream Guards avevano passato il fiume e le Scots Guards erano arrivate a Colle Alberti. Più a ovest, le Grenadier Guards avevano preso Gavena, San Pierino e Pieve a Ripoli. All'1.10 del 2 settembre, le Guardie Scozzesi arrivarono a Cerreto, ma non vi trovarono avversari. Alcuni carri armati dello Squadrone C del Natal Mounted Rifle, all'alba, si diressero verso Vinci, dove trovarono alcuni uomini armati e la città vuota di tedeschi. Una pattuglia motorizzata, che da Cerreto si era diretta su Lazzeretto e il ponte sul Vincio, ebbe la ventura di vedersi consegnare, dai partigiani, due soldati e un ufficiale del 1059 Grenadier-Regiment, che avevano avuto l'ordine di far saltare il manufatto. A loro anche l'onore dell'unico scontro, con due mitragliatrice nemiche, avvenuto in quella zona. Dal 3 settembre, i cannoni semoventi Priest del 4/22 Field Regiment aprivano il fuoco da Vinci verso nord. La guerra, ora, si stava spostando sugli Appennini.

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