Il Tirreno

Empoli

Presentato il marchio che garantirà prezzi chiari e prodotti tipici per chi va a mangiare fuori

I ristoranti con il bollino di qualità

Marco Fani
Il bollino giallo che sarà esposto all’ingresso dei locali aderenti all’iniziativa. A destra interno di ristorante, sotto Andrea Bertini
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Il bollino giallo che sarà esposto all’ingresso dei locali aderenti all’iniziativa. A destra interno di ristorante, sotto Andrea Bertini

Confesercenti e Confcommercio: bisogna smettere di far pagare il coperto

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 EMPOLI. Un marchio doc che certifica prezzi, qualità dei prodotti usati e propone più servizi ai clienti nei ristoranti locali. Sono questi alcuni punti contenuti in "Amico restaurant", un'iniziativa nata da un accordo tra Provincia di Firenze, Apt, Confesercenti e Confcommercio.  L'iniziativa è aperta a tutti i ristoratori, che potranno recarsi nelle sedi di Confesercenti e Confcomercio per siglare il patto. A chi aderisce sarà consegnata una vetrofania da applicare all'esterno del locale (di colore giallo), per rendere chiara l'appartenenza al circuito.  Il patto prevede alcune regole obbligatorie da rispettare, come rendere chiari e visibili i prezzi, dando anche una descrizione dei piatti e l'indicazione dei prodotti tipici. È auspicata l'abolizione del coperto e del costo del servizio, che non potranno essere applicati contemporaneamente. Nel menu, redatto in almeno tre lingue oltre l'italiano, si dovrà indicare che le mance sono facoltative. Le comande a voce dovranno essere accompagnate dai prezzi. E i ristoranti si impegneranno a divulgare eventi e iniziative del territorio provinciale.  «Con l'accordo - spiegano Franco Brogi di Confesercenti e Luca Biagiotti di Confcommercio - i ristoratori si impegnano per promuovere la cultura gastronomica locale. Purtroppo negli ultimi anni, anche a causa di alcuni comportamenti sbagliati da alcuni operatori, abbiamo subito un danno d'immagine che ha varcato i confini nazionali. Con questo progetto vogliamo rendere ancora più trasparente il nostro modo di lavorare. Valorizzare la tipicità dei prodotti e garantire i prezzi in modo trasparente».  Un vero e proprio codice deontologico che prevede la presenza della lista dei vini e che il personale di servizio sia identificato dalla divisa e da una targhetta, che indichi anche le lingue parlate. Tra i punti obbligatori ci sono poi quattro regole, che i ristoratori dovranno scegliere da un elenco di dieci: si potrà proporre menu per bambini, dotarsi di fasciatoi per neonati, o preparare piatti per vegetariani e per celiaci, promuovere il "doggy bag" (asporto di avanzi) e poter portare via il vino non consumato. «Chi aderisce - concludono Santino Cannamela di Fipe Confesercenti e Laura Fantoni dell'Agenzia per il Turismo - deve anche rispettare il regolamento. Sarà istituita una commissione di vigilanza per garantire l'iniziativa».

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