Il Tirreno

Empoli

La crisi è dovuta al crollo del fatturato (-80% nel 2009) e ai ritardi nel piano di recupero della vecchia sede

Chiude la storica vetreria Cive

Francesco Turchi
A destra la sede della Cive in via Mercatale a Vinci e sotto l’area di Ponzano dove dovrebbero sorgere 43 appartamenti
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A destra la sede della Cive in via Mercatale a Vinci e sotto l’area di Ponzano dove dovrebbero sorgere 43 appartamenti

Cooperativa in ginocchio: il 30 c'è l'assemblea. Tremano diciotto soci e sei dipendenti

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 VINCI. La crisi economica miete un'altra vittima illustre. La Cive, azienda con profonde radici empolesi, ma da alcuni anni trasferitasi a Mercatale di Vinci, è a un passo dal chiudere i battenti. La decisione finale spetterà all'assemblea dei soci della cooperativa, che si riunirà il 30 luglio. La strada sembra segnata anche se i diciotto soci e i sei dipendenti sperano nel miracolo.  Le difficoltà dell'azienda erano note da tempo. Colpa della crisi economica, ma anche del forte indebitamento dovuto al trasferimento di sede e al successivo tentativo di diversificare e ampliare la produzione. Nel 2009 poi è arrivato il colpo di grazia: -80% del fatturato. Difficile, se non impossibile, rimettere insieme i cocci.  La notizia che era nell'aria si è materializzata con il recapito ai soci-lavoratori della lettera di convocazione dell'assemblea: «Qui si chiude bottega - dice uno di loro - e noi siamo disperati. Non sappiamo cosa dove andremo a finire. Non vediamo un euro da tanti mesi e la cosa più brutta è che non si è visto nessuno, a cominciare dai sindaci e dalle banche: sembra che si siano tutti dimenticati di noi lavoratori e della Cive, che ha scritto un pezzo di storia di questo territorio».  Parole piene di rabbia e di amarezza dette da chi non vede una via d'uscita, anche se il presidente della cooperativa, Claudio Calugi, puntualizza: «Una decisione sarà presa soltanto il 30 luglio dall'assemblea dei soci».  I guai sono iniziati con il trasferimento della sede da Ponzano a Mercatale. Un'operazione decisa nel 2001 (e concretizzata nel 2005), resa necessaria dallo sviluppo urbano del quartiere empolese, con l'azienda che di fatto si era ritrovata in piena zona residenziale. La Cive si unisce alla Fornace e nasce l'attuale "Vetreria in Toscana", società cooperativa con sede in via Mercatale a Vinci.  Al posto della vecchia Cive, una volta demolita la struttura e bonificata l'area (operazioni che sono state effettuate), sarebbero stati costruiti 43 appartamenti. Ma in realtà l'iter, molto lento e anche dispendioso sul piano economico, non è ancora giunto a compimento. Soltanto a settembre - dopo vari ritardi - dovrebbe essere formalizzato il passaggio dei terreni dalla Vetreria in Toscana all'azienda di costruzioni che si occuperà della realizzazione del progetto. «Non posso assolutamente dire che c'è stato un ostruzionismo del Comune di Empoli in merito a questo progetto - spiega il presidente Calugi - semmai è vero che purtroppo i tempi della burocrazia per il rilascio di concessioni e autorizzazioni varie sono troppo lunghi e non tengono conto delle esigenze delle aziende». I soldi nelle casse della cooperativa arriveranno, ma probabilmente sarà troppo tardi. L'esposizione con le banche non ha permesso all'azienda di cavalcare quei segnali di ripresa che in realtà si sono registrati negli ultimi mesi. E poi le materie prime vanno pagate subito e l'organizzazione aziendale non è più efficiente. Calugi comunque frena e ripete che «bisogna attendere l'assemblea del 30 luglio», che dovrà deliberare il percorso da seguire. L'ipotesi più probabile è l'avvio della procedura di concordato preventivo.

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