Italia
Service tax, dubbi sul fatto che sia sufficiente
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La Tia non sarà compresa nella service tax a quanto è emerso dalle dichiarazioni del governo Nel circondario la nuova imposta non potrà inglobare la Tia
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EMPOLI. Si scrive service tax, si legge come imposta unica che ingloba Ici (ma con esclusione sulle abitazioni principali), Irpef su affitti e seconde case, imposta di registro e le ipocatastali sulle compravendite. Ma gli amministratori di zona hanno forti dubbi che possa bastare per recuperare la mancanza di trasferimenti statali. Si tratta di una tassa in grado di produrre un gettito stimato di quasi 30 miliardi di euro a partire dal 2012. E in essa una voce importante potrebbe riguardare la Tarsu, (la tassa sui rifiuti), a cui si dovrebbero aggiungere altre due entrate annunciate dal ministro Roberto Calderoli: un'imposta forfettaria sulle case fantasma e la cedolare secca sugli affitti al 23%. Nella service tax, quindi, non dovrebbe rientrare la Tia, la Tariffa di Igene ambientale che da anni ha sostituito la Tarsu nel Circondario Empolese Valdelsa, causando quindi un'entrata inferiore rispetto ad altre zone d'Italia. Trattandosi di un tariffa e non di un tributo - al contrario della vecchia tassa Tarsu - la Tia è stata concepita con l'obiettivo di far pagare agli utenti l'importo esatto per quanto usufruito dal servizio. Tia che da tempo è al centro di un acceso dibattito dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione che ha di fatto dichiato illegittimo il pagamento dell'Iva sulla tariffa. Da qui le richieste di rimborso da parte deelle associazioni dei consumatori e le risposte degli enti gestori, dichiaratosi impossibilitati a procedere con i rimborsi in mancanza di una disposizione legislative a livello nazionale, che avrebbero dovuto fornire le istruzioni sul comportamento da tenere in ordine alla fatturazione e alle richieste di rimborso. M.F.
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