Il presidio
Così uomini e bestie erano costretti a lavorare gratis
Gli atti del vicario di San Miniato, del podestà di Empoli, del podestà di Cerreto Guidi e Vinci e di altre comunità vicine, registrano le comandate di uomini e bestie da soma impiegati in varie occasioni e in diversi cantieri del Granducato di Toscana
3 MINUTI DI LETTURA
CERRETO GUIDI. Gli atti del vicario di San Miniato, del podestà di Empoli, del podestà di Cerreto Guidi e Vinci e di altre comunità vicine, registrano le comandate di uomini e bestie da soma impiegati in varie occasioni e in diversi cantieri del Granducato di Toscana; anche in quello, ad esempio, del palazzo "nuovo" di Cosimo I a Cerreto, la grandiosa villa costruita sul colle occupato un tempo dal castello dei Conti Guidi, demolito proprio per far posto alla casa di caccia medicea; il Duca, infatti, si procurò molta manodopera per la costruzione dell'edificio attraverso l'utilizzazione di tale tipo di manovalanza. «Per un'uso introdotto ne' tempi della Repubblica, - scrive Cantini - si obbligavano gl'Agricoltori dello Stato a prestar l'Opera loro, per alcuni lavori, che interessavano il pubblico vantaggio, come erano i riattamenti strade, i resarcimenti delle ripe de'Fiumi, e altri simili». Le comandate, prestazioni d'opera semigratuite e obbligatorie, divennero uno strumento fondamentale della politica di riorganizzazione territoriale dello Stato toscano mediceo: fortificazioni, rettifiche dei corsi d'acqua, creazione di laghi, canali, opere di bonifica, ma anche costruzioni di palazzi e ville erano lavori che richiedevano l'impiego di molti uomini, evidentemente non tutti reclutabili sul posto o nelle immediate vicinanze; le autorità ricorrevano quindi agli abitanti di comunità spesso distanti dai centri di lavoro. Gli uomini di San Miniato, Empoli, Cerreto, al pari delle altre comunità, furono comandati nei più disparati luoghi della Toscana, oltre che a Firenze, anche a Livorno, Pisa, Isola d'Elba. Erano soprattutto i contadini, i pigionali e i braccianti ad essere impiegati nelle comandate. Talvolta anche i fornaciai, gli scalpellini, i muratori, i navicellai. Spesso venivano comandati anche gli animali impiegati nei lavori in campagna, chiamati a trasportare materiali da costruzione (rena, ghiaia, mattoni). Questo sistema ricorda da vicino la corvee medievale, anche se qui il lavoro era comunque, anche se in misura minima, pagato. Non mancarono i disubbidienti, per la costruzione del palazzo di Cerreto, relativamente al quale la prima comandata fu emessa nell'inverno del 1564 a carico di marraioli dotati di beccastrini, zappe lunghe e sottili adatte per cavare le pietre di fondazione dell'antico fortilizio da riutilizzare per la costruzione della villa. Il regolamento inviato alle cancellerie in materia di comandate era chiarissimo, e duro: «Volendo noi per l'avvenire provvedere alle fraudi che si commettono o commetere si possino in comandarsi li marraioli per le muraglie et fabbriche pubbliche che a ciascuno tocchi la parte sua di fationi, essendo così la mente delle Loro Altezze, et perciò ti commettiamo che alla ricevuta della presente faccia in codesta iurisdizione descrivere tutti li huomini lavoratori di terra da anni 16 fino a 60, comprendendo gli pigionali e ogni sorta di gente che lavori la terra, eccettuando però i descritti nelle Bande, gli artefici che reggono bottega, residenti e [che] non lavorino terra con le loro mani, et li storpi, tutti quelli che dal Magistrato dei Nove Conservatori sono stati liberati dalle gravezze della terra o per età o per mancamento della loro persona, avvertendo cotesti tuoi messi e cavallari [che] non lascino indietro nessuno, tutto sotto pena di scudi 10 e tratti dua di fune per ciascuno che lascieranno indietro. E fatta la detta descritione fari con l'intervento del cancelliere di codesta podesteria, imborsare tutti li suddetti marraioli, mettendo in su' polizzini e' nomi, cognome». Paolo Santini NELLA PODESTERIA I comandati estratti a sorte Ecco come viene descritta la procedura per l'estraziona sorte dei comandati. «Si prenderanno due borse; in una si metteranno tutti li descritti, nell'altra si metteranno di mano in mano i tratti, le quali borse si tengano in una cassetta serrate con due chiavi, una delle quali ne terrai appresso di te, una sarà appresso del cancelliere e tutto si faccia a spese di detta podesteria. Quando occorrerà comandarsi quantità alcuna di detti marraioli, con l'intervento sempre di detto cancelliere, farai l'estrazione di mano in mano e quando in una casa non fussi altro che dua o tre e per sorte fussino tutti tratti in una comandata, vogliamo ne vada uno, Di Fiorenza el dì 12 giugno 1571».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
