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Il piano della storica vetreria empolese
La Save annuncia: a settembre ripartirà la produzione
Marco Pagli
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EMPOLI. Spiragli per i lavoratori della vetreria Save, storica azienda che produce vetro artistico. Sembrava vicina la possibilità che la proprietà dichiarasse fallimento in proprio, consegnando i libri in tribunale. Ma la direzione è tornata a smentire questa ipotesi e ha ribadito la volontà di riprendere la produzione già da settembre. «Non sono mai stati portati i libri in tribunale - spiega Andrea Ciampi, uno dei proprietari e presidente del settore vetro e ceramica di Confindustria Firenze - anzi da parte nostra c'è sempre stata la volontà di continuare nonostante la crisi del settore». Era stato il sindacato a manifestare preoccupazione per la situazione dell'azienda, che nei prossimi due mesi comunque rimarrà chiusa, e per il futuro degli oltre 30 dipendenti. Ma la proprietà rassicura. «La chiusura estiva è legata alla necessità di ristrutturare lo stabilimento - prosegue Ciampi - dai primi di settembre la produzione ripartirà perché gli ordinativi ci sono e anzi sono cresciuti negli ultimi mesi. Stiamo mettendo a punto un progetto con titolari di altre vetrerie, costrette a chiudere nei mesi scorsi, per creare una nuova società di capitali che rilevi la Save oppure, se non sarà possibile, per costituire una coop con i lavoratori che mandi avanti la ditta. In ogni caso l'attività riprenderà». Se il progetto andrà in porto dovrebbe risolversi anche la questione occupazionale. «Per questi due mesi di chiusura è stata chiesta la cassa integrazione straordinaria per tutti mentre per la ripresa della produzione contiamo di ripartire con 27-28 dipendenti. I 6 o 7 che rimangono fuori sono tutti vicini alla pensione e ci siamo accordati con loro per chiedere un periodo di mobilità e il prepensionamento».
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