Il Tirreno

Empoli

Maxi collezione di dischi di vinile

Daniele Bigazzi
Fabrizio Dainelli
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Fabrizio Dainelli

Dainelli ne ha raccolti 12mila, li ha esposti in una mostra

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 MONTELUPO. Un grande appassionato con dodicimila dischi di vinile raccolti in 30 anni che spaziano dai primi incisi negli anni '30 ai più moderni degli anni'70. Fabrizio Dainelli ha avuto successo all'esposizione da lui organizzata al teatro Excelsior. La mostra ha compreso oltre a curiosità e raccolte di libri sulla musica, generi e voci per tutti gli stili e i gusti, dal liscio al jazz, andando da topo Gigio passando per De Andrè arrivando fino a Vasco Rossi, mantenendo un occhio speciale per i grandi artisti locali come Bruno Lupi di Fibbiana e Carlo Buti, nato a Firenze ma Montelupino di adozione. «Carlo Buti - spiega Fabrizio Dainelli - è stato uno dei più grandi artisti della musica italiana. Un tenore che ha contribuito all'esplosione e il proliferare dei dischi in vinile e della canzone italiana nel mondo». Carlo Buti vissuto a Montelupo fino al 1963 dove è deceduto e ora seppellito in una cappella a lui dedicata, è stato un cantante famoso in tutto il mondo. Un tenore basso che iniziò la sua carriera nelle prime reti Rai (all'epoca Eiar), ed ebbe contratti di incisione con alcune delle più famose case dell'epoca note ancora oggi come la Eidos Records e la Columbia. «Un tenore di livello internazionale - continua Dainelli - del calibro di Claudio Villa e Frank Sinatra, che come loro ha girato il mondo, vendendo milioni di dischi e diventando così famoso che sia a Montevideo in Uruguay e a Buenos Aires in Argentina gli sono state intitolate delle strade». Infatti Carlo Buti nella sua carriera, che terminò nel 1956 ha inciso più di 1500 canzoni. «Buti - conferma Dainelli - è stato uno che, ha contribuito alla nascita del vinile, in tanti hanno comprato le radio e i giradischi per ascoltare le sue canzoni e questo è confermato anche dai libri di storia della musica che lo elevano e lo consacrano come uno dei padri della canzone Italiana». «Un mio rammarico è che non siamo ancora riusciti a trovare un accordo perché l'amministrazione di Montelupo gli intitoli una via - conclude - oltre alla piazza a lui dedicata a Carcheri (a Ginestra) dove ha vissuto».

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