Il Tirreno

Empoli

I medici dell'ospedale: siamo sottopagati

Marco Pagli
Il consiglio comunale al cenacolo degli Agostiniani
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Il consiglio comunale al cenacolo degli Agostiniani

«Retribuzioni basse, niente straordinari, zero formazione»

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 EMPOLI. Tanti risultati ottenuti in due anni di nuovo ospedale, ma anche molte criticità rimaste irrisolte, su tutte lo stato del pronto soccorso. È quanto emerge dal consiglio comunale aperto sulla sanità di ieri. A tenere banco sono stati soprattutto gli interventi di medici, sindacalisti e dirigenti della Asl 11.  La seduta si è aperta con il ricordo dei due soldati italiani morti in Afghanistan e del fotoreporter ucciso in Thailandia. Quindi la constatazione dell'importanza del sistema sanitario regionale e locale. «Questo settore occupa l'8% dei lavoratori toscani, investe 6 miliardi di euro ogni anno ed è ai primi posti per efficienza e qualità - spiega Sandro Piccini, presidente del consiglio comunale - e la Asl 11 è un fiore all'occhiello di questo sistema, grazie anche all'apertura del nuovo ospedale». Nuovo ospedale che, come sottolineano Renato Colombai e Nedo Mennuti, direttori della rete specialistica e territoriale, «in due anni ha aumentato di quasi un punto percentuale i ricoveri. Inoltre nell'ultimo anno ha ridotto le liste di attesa, ha aumentato del 10% le prenotazioni al Cup, ha accresciuto dell'8% quelle di radiodiagnostica e ha sfiorato quota 3 milioni di prelievi, dal momento che a Empoli si rivolgono anche cittadini dell'area fiorentina. Senza contare la ricchezza dei nostri servizi sociali e le molte peculiarità che abbiamo introdotto, dalle prenotazioni tramite medici alla consultazione degli esami online. Risultati che hanno contribuito a portare la Società della salute empolese al quarto posto tra altri 32 territori toscani». Ma questo non deve far dimenticare le difficoltà che permangono nell'Asl 11. Da quelle strettamente contrattuali, sottolineate da Michele De Mola, Rsu dell'azienda, Maria Antonietta Taliani, Rsu Cgil Manutencoop, e Sergio De Cesaris dell'Anaao Assomed. «La retribuzione dei nostri medici è al di sotto della media regionale e nazionale - attacca quest'ultimo - inoltre nel 2008 non sono state pagate 8mila ore di straordinario e temiamo anche per il 2009. E poi si dà scarsa importanza alla formazione: delle 200 ore previste se ne fa un quinto». A quelle organizzative, sollevate da Giovanni Bertelli dell'Umsped Aaroi, Luciano Fanciullacci del Fimg e Antonio Iannuzzi dell'Anaao Assomed.  «Il nuovo modello organizzativo ha colto tutti impreparati - dicono - non c'è stato tempo per formare operatori e utenti. C'è stato un impoverimento delle risorse a causa del riciclo dei presidi di Castelfiorentino e Fucecchio e dello scarso funzionamento del pronto soccorso, non dovuto sicuramente agli operatori. A questo proposito manca una vera integrazione ospedale-territorio e una adeguata comunicazione tra medici».  Infine sono state contestate le misure annunciate dalla direzione per gestire gli accessi al pronto soccorso. «Temiamo che queste - dice Antonio Iannuzzi - siano dovute al fatto che la dirigenza non crede nel lavoro dei nostri medici».

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