Il Tirreno

Empoli

Tassa sui rifiuti, giorni decisivi

Lucia Aterini
Si decide sui primi ricorsi per il rimborso dell’Iva sulla Tia
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Si decide sui primi ricorsi per il rimborso dell’Iva sulla Tia

La commissione tributaria esamina i ricorsi per i rimborsi Iva

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 EMPOLI. Tutto il contrario di tutto. Prima in un modo e poi un altro. Così anche sui rifiuti. La Corte costituzionale ha detto che chiedere l'Iva sulla Tia era illegittimo. Poi il Parlamento doveva congelare i rimborsi chiesti. Un gruppo di utenti si è però spazientito e ha presentato ricorso al giudice per riavere la quota Iva.  Con la sentenza 238/2009 la Corte costituzionale ha sancito l'illegittimità dell'Iva sulle bollette Tia e ha anche detto che gli utenti hanno diritto ai rimborsi di tutta l'Iva versata. E cioè da quando la Tariffa per l'igiene ambientale ha sostituito la vecchia Tarsu fino ad oggi. In più la Corte di cassazione ha confermato questo indirizzo.  Negli ultimi giorni era stato presentato però un emendamento al decreto legge incentivi in commissione finanze e attività produttive della Camera dei deputati che non prevede alcun rimborso Iva per chi ha pagato la Tia. In più per quanto riguarda il futuro l'emendamento chiarisce che la tariffa non potrà più essere gravata di Iva.  Ma a fine aprile il presidente della Camera Gianfranco Fini ha giudicato inammissibile l'intero pacchetto di emendamenti al decreto legge incentivi. Tra le proposte che non saranno all'esame, dunque, ci sono temi come quello dei rimborsi dell'Iva.  In questo contesto si sono inserite negli ultimi mesi le associazioni di consumatori che hanno assunto diverse posizioni. C'è chi ha presentato lettere di rimborso a Publiambiente come Mondoconsumatori (senza avere fino al momento un euro); chi ha invitato il legislatore a sanare la questione come ha fatto Federconsumatori.  Nell'elenco si trova anche chi come l'Acu (Associazione consumatori utenti guidata) ha scelto di "autoridursi" la prima rata della bolletta ricevuta a gennaio scontandosi autonomamente il 10% di addebito Iva. E ora, alla vigilia della seconda rata (che arriva entro l'estate), prepara "l'autoconguaglio". O addirittura pensa di non pagare la bolletta a sconto del credito che si ha nei confronti delle aziende dei rifiuti.  E poi infine c'è un gruppo di utenti di Empoli, Lastra a Signa e di Firenze che hanno presentato un ricorso alla giustizia tributaria e in particolare alla commissione tributaria provinciale. Gli utenti chiamano in causa le aziende che svolgono il servizio e i Comuni perché determinano le tariffe.  Chiedono il rimborso dell'Iva dal 2002 fino al 2009. Cifre modeste se prese singolarmente, circa 300 euro a utente, ma pesanti se si considerano complessivamente per i bilanci degli enti in questione.  «Noi abbiamo applicato la legge - spiegano dal Comune - Publiambiente raccoglie l'Iva che poi però gira allo Stato».  Detto questo il Comune ha dato mandato a un legale per difendersi dal ricorso.  Nello stesso tempo l'ente aspetta che la questione venga risolta con una legge nazionale o un pronunciamento da parte del ministero delle Finanze che in qualche modo possa bloccare i rimborsi presentati.

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