Italia
Viaggio nel centro storico
Prigionieri di piccioni e bombolei cerretesi si ribellano al degrado
Sara Bruni
Due passi per il centro storico di Cerreto Guidi e si scoprono i motivi dei malumori di numerosi residenti nelle strade del centro, da via Santi Saccenti a via della Libertà: cittadini prigionieri dei piccioni, degrado generalizzato, addirittura bombole del gas abbandonate
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CERRETO GUIDI. Due passi per il centro storico di Cerreto Guidi e si scoprono i motivi dei malumori di numerosi residenti nelle strade del centro, da via Santi Saccenti a via della Libertà: cittadini prigionieri dei piccioni, degrado generalizzato, addirittura bombole del gas abbandonate.
«I piccioni - tuona una signora - sporcano ovunque, spaccano i tetti e i loro escrementi intasano le grondaie. Non è possibile neppure mettere fuori il bucato ad asciugare, mi è capitato più volte di dover fare due volte la stessa lavatrice perché i piccioni avevano sporcato tutto». Il problema di questi volatili, che occupano i tetti ed alcuni edifici dismessi del centro storico, è di lunga data.
«Basta una persiana aperta - commenta un ragazzo - e subito fa capolino il piccione, pronto a piazzarsi al riparo dal vento di questi giorni». Facile individuare i punti che i colombi urbani preferiscono: sono quelli in cui non si può transitare sul marciapiede perché coperto di escrementi. Per averne una prova, basta guardare il cartello di divieto di sosta in via Santi Saccenti vicino alla chiesa della Compagnia oppure la cassetta per l'energia elettrica in via della Libertà, coperti da uno stato di guano.
Ma i volatili non sono l'unico problema del centro storico. «Quando mi sono trasferito a Cerreto nel 2003 - dice un altro residente del centro - la situazione non era quella attuale: c'era più attenzione ai giardini, più pulizia per le strade». Il riferimento in particolare è al salotto buono di Cerreto, piazza Vittorio Emanuele che ha come scenario naturale le scale del Buontalenti. Qui l'erba cresce scomposta nelle aiuole e, rigogliosa, anche tra i mattoncini autobloccanti che ne compongono la pavimentazione.
La fontana che circonda il monumento ai caduti, quasi sempre spenta, ha una tavola di legno al posto di una di marmo, mentre le altre due lastre sono rotte e pericolose, poiché un bambino potrebbe tranquillamente passeggiarci sopra. Scendendo le scalette per tornare al parcheggio della Casciaia, l'ultimo realizzato e quello più vicino al centro, ancora un paesaggio desolante. Nel giardino della Palestrina è allestita una baracchina che nel periodo delle feste serve da cucina per l'associazione Pro Loco. Dietro ci sono dieci bombole del gas allineate, alla portata di tutti. In due ceste ci sono anche i recipienti in vetro utilizzati per portare il vino in tavola sempre nel periodo delle feste, oltre a utensili di tutti i tipi, da pennelli a citronelle e vassoi.
Infine il parcheggio: sterrato e pieno di buche. «Quando piove - sospirano i cerretesi - si riempie di fango e di notte i due lampioni raramente sono accesi».
«I piccioni - tuona una signora - sporcano ovunque, spaccano i tetti e i loro escrementi intasano le grondaie. Non è possibile neppure mettere fuori il bucato ad asciugare, mi è capitato più volte di dover fare due volte la stessa lavatrice perché i piccioni avevano sporcato tutto». Il problema di questi volatili, che occupano i tetti ed alcuni edifici dismessi del centro storico, è di lunga data.
«Basta una persiana aperta - commenta un ragazzo - e subito fa capolino il piccione, pronto a piazzarsi al riparo dal vento di questi giorni». Facile individuare i punti che i colombi urbani preferiscono: sono quelli in cui non si può transitare sul marciapiede perché coperto di escrementi. Per averne una prova, basta guardare il cartello di divieto di sosta in via Santi Saccenti vicino alla chiesa della Compagnia oppure la cassetta per l'energia elettrica in via della Libertà, coperti da uno stato di guano.
Ma i volatili non sono l'unico problema del centro storico. «Quando mi sono trasferito a Cerreto nel 2003 - dice un altro residente del centro - la situazione non era quella attuale: c'era più attenzione ai giardini, più pulizia per le strade». Il riferimento in particolare è al salotto buono di Cerreto, piazza Vittorio Emanuele che ha come scenario naturale le scale del Buontalenti. Qui l'erba cresce scomposta nelle aiuole e, rigogliosa, anche tra i mattoncini autobloccanti che ne compongono la pavimentazione.
La fontana che circonda il monumento ai caduti, quasi sempre spenta, ha una tavola di legno al posto di una di marmo, mentre le altre due lastre sono rotte e pericolose, poiché un bambino potrebbe tranquillamente passeggiarci sopra. Scendendo le scalette per tornare al parcheggio della Casciaia, l'ultimo realizzato e quello più vicino al centro, ancora un paesaggio desolante. Nel giardino della Palestrina è allestita una baracchina che nel periodo delle feste serve da cucina per l'associazione Pro Loco. Dietro ci sono dieci bombole del gas allineate, alla portata di tutti. In due ceste ci sono anche i recipienti in vetro utilizzati per portare il vino in tavola sempre nel periodo delle feste, oltre a utensili di tutti i tipi, da pennelli a citronelle e vassoi.
Infine il parcheggio: sterrato e pieno di buche. «Quando piove - sospirano i cerretesi - si riempie di fango e di notte i due lampioni raramente sono accesi».
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