Il Tirreno

Empoli

VIOLENZA

Studenti denunciano«Bullismo sul treno»

Marco Pagli
Le scuole corrono ai ripari contro il fenomeno del bullismo
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Le scuole corrono ai ripari contro il fenomeno del bullismo

Il campanello d'allarme è generalizzato: Fucecchio, Cerreto, ma anche Castelfiorentino ed Empoli. La lunga serie di episodi di bullismo, seppur non gravi, denunciati dai ragazzi, ha suggerito a scuole e forze dell'ordine di correre ai ripari. Segnalazioni sono arrivate anche alla nostra redazione da parte di alcuni genitori: «Un gruppo di ragazzi più grandi continua a dare fastidio a mia figlio. Sono stufa»

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FUCECCHIO. Il campanello d'allarme è generalizzato: Fucecchio, Cerreto, ma anche Castelfiorentino ed Empoli. La lunga serie di episodi di bullismo, seppur non gravi, denunciati dai ragazzi, ha suggerito a scuole e forze dell'ordine di correre ai ripari.
Segnalazioni sono arrivate anche alla nostra redazione da parte di alcuni genitori: «Un gruppo di ragazzi più grandi continua a dare fastidio a mia figlio. Sono stufa».

Alla base c'è un disagio giovanile diffuso, fatto di situazioni familiari difficili, di incapacità a comunicare con gli altri, di incomprensioni tra coetanei. «Il bullismo va affrontato come una forma di disagio - spiega Daniela Mancini, preside del Ferraris-Brunelleschi di Empoli - molto spesso i ragazzi violenti sono loro stessi delle vittime. I nostri studenti hanno realizzato un filmato su questo problema e quello che è emerso è proprio che la violenza perpetrata è quasi sempre frutto di una violenza subita all'interno delle famiglie e della cerchia degli amici». Ma come si può intervenire? «Cerchiamo sempre di ascoltare i ragazzi specialmente i più piccoli. Alcuni di loro che vengono da Castelfiorentino ci avevano segnalato episodi di bullismo sul treno. Abbiamo fatto una riunione con tutti gli studenti che percorrono quella tratta, chiedendo a quelli più grandi di fare da tutor ai più giovani: ha funzionato.

È fondamentale responsabilizzare i giovani ed agire sull'insieme più che sui singoli». Ne è convinto anche Gaetano Flaviano, preside del professionale Da Vinci di Empoli. «Gli episodi di violenza più che combattuti vanno prevenuti; abbiamo attivato un progetto che affronta il disagio giovanile e le sue diverse sfaccettature: bullismo, droga, sessualità. Nella scuola operano quattro psicologi che fanno consulenza a docenti, personale e studenti. In ogni classe vengono svolti focus group per capire quali sono i problemi dei ragazzi e come affrontarli. Abbiamo attivato anche un forum sul sito della scuola dove gli studenti possono confidarsi e dialogare».

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