Cattedra a rischio per 500 insegnantidopo la sentenza del Tar sui supplenti
Lucia Aterini
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Insegnanti in fila al provveditorato agli studi di FirenzeCome un fuoco che non si vede ma che brucia sotto e poi esplode a un tratto. E' la situazione in cui si trovano i 500 insegnanti precari del Circondario che rischiano a metà anno di dover lasciare le loro cattedre a colleghi del Sud
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EMPOLI. Come un fuoco che non si vede ma che brucia sotto e poi esplode a un tratto. E' la situazione in cui si trovano i 500 insegnanti precari del Circondario che rischiano a metà anno di dover lasciare le loro cattedre a colleghi del Sud, anche loro senza cattedra ma con punteggi più alti, che stanno vincendo i ricorsi al Tar e vengono inseriti nelle graduatorie di tutta la penisola in posizioni più alte.
Una situazione delicatissima e complicatissima destinata a fomentare guerre tra poveri e sentimenti razzisti di ritorno. Ecco perché il Parlamento sta cercando di mettere mano ai ricorsi con un decreto che ne annulli la sostanza. Intanto, però, il posto dei precari è in bilico. E lo è altrettanto la didattica delle classi dove non ci sono insegnanti di ruolo e che si troverebbero a cambiare decine e decine di insegnanti a dicembre o subito dopo le vacanze di Natale. Per questo motivo all'istituto Fermi è stata organizzata un'assemblea che si svolgerà il 4 dicembre alle 15 e a cui parteciperanno anche rappresentanti politici e dei sindacati.
Due anni fa i 500 precari furono inseriti in una graduatoria "a esaurimento" con l'obbligo di non spostarsi dalla provincia scelta (in questo caso Firenze) oppure di essere inseriti in coda in altre tre province. Questo nell'ottica di stabilizzare le loro posizioni dato che, ricoprendo cattedre vuote cioé senza titolare, dovevano essere assunti. E per questo era stato previsto anche un piano che in provincia di Firenze doveva coinvolgere 2000 insegnanti.
Il sogno di scrollarsi di dosso il termine precario è stato però solo un miraggio perché ci sono stati una serie di ricorsi sulle graduatorie a esaurimento. E il Tar ha dato ragione a chi ha fatto ricorsi intimando ai vari Csa (ex provveditorati) di inserire gli insegnanti che hanno fatto ricorso a pettine, cioé secondo il punteggio e indipendentemente dalle attuali graduatorie. Uno sconvolgimento per i precari già al lavoro anche perché il Tar ha dato trenta giorni di tempo per ammettere chi, secondo le sentenze, ha diritto. Pena il commissariamento del Csa in questione. Quello di Firenze si sta adeguando come tutti gli altri con gli inserimenti a pettine anche se con riserva. Nel frattempo i ricorsi stanno fioccando: a un primo pacchetto di cento si sta aggiugendo uno "scatolone" da seimila. E poi si stanno presentando gruppi di cento in varie regioni. Soprattutto quelle meridionali dove non ci sono supplenze da fare. Nel frattempo il Parlamento si è messo in moto con un decreto che faccia slittare gli inserimenti a pettine nel 2011. «Stiamo aspettando questo decreto - spiega Alessandro Rapezzi della Cgil scuola - nel frattempo, però, il problema vero è che gli insegnanti precari vanno stabilizzati come era previsto dal piano del governo nel 2007. I posti che i 500 precari vanno a ricoprire non devono essere più vacanti come lo sono ora». «A fronte di 3.200 assunzione che dovevano essere fatta nella provincia di Firenze - spiega ancora Rapezzi - ne sono state fatte solo 300».
Una situazione delicatissima e complicatissima destinata a fomentare guerre tra poveri e sentimenti razzisti di ritorno. Ecco perché il Parlamento sta cercando di mettere mano ai ricorsi con un decreto che ne annulli la sostanza. Intanto, però, il posto dei precari è in bilico. E lo è altrettanto la didattica delle classi dove non ci sono insegnanti di ruolo e che si troverebbero a cambiare decine e decine di insegnanti a dicembre o subito dopo le vacanze di Natale. Per questo motivo all'istituto Fermi è stata organizzata un'assemblea che si svolgerà il 4 dicembre alle 15 e a cui parteciperanno anche rappresentanti politici e dei sindacati.
Due anni fa i 500 precari furono inseriti in una graduatoria "a esaurimento" con l'obbligo di non spostarsi dalla provincia scelta (in questo caso Firenze) oppure di essere inseriti in coda in altre tre province. Questo nell'ottica di stabilizzare le loro posizioni dato che, ricoprendo cattedre vuote cioé senza titolare, dovevano essere assunti. E per questo era stato previsto anche un piano che in provincia di Firenze doveva coinvolgere 2000 insegnanti.
Il sogno di scrollarsi di dosso il termine precario è stato però solo un miraggio perché ci sono stati una serie di ricorsi sulle graduatorie a esaurimento. E il Tar ha dato ragione a chi ha fatto ricorsi intimando ai vari Csa (ex provveditorati) di inserire gli insegnanti che hanno fatto ricorso a pettine, cioé secondo il punteggio e indipendentemente dalle attuali graduatorie. Uno sconvolgimento per i precari già al lavoro anche perché il Tar ha dato trenta giorni di tempo per ammettere chi, secondo le sentenze, ha diritto. Pena il commissariamento del Csa in questione. Quello di Firenze si sta adeguando come tutti gli altri con gli inserimenti a pettine anche se con riserva. Nel frattempo i ricorsi stanno fioccando: a un primo pacchetto di cento si sta aggiugendo uno "scatolone" da seimila. E poi si stanno presentando gruppi di cento in varie regioni. Soprattutto quelle meridionali dove non ci sono supplenze da fare. Nel frattempo il Parlamento si è messo in moto con un decreto che faccia slittare gli inserimenti a pettine nel 2011. «Stiamo aspettando questo decreto - spiega Alessandro Rapezzi della Cgil scuola - nel frattempo, però, il problema vero è che gli insegnanti precari vanno stabilizzati come era previsto dal piano del governo nel 2007. I posti che i 500 precari vanno a ricoprire non devono essere più vacanti come lo sono ora». «A fronte di 3.200 assunzione che dovevano essere fatta nella provincia di Firenze - spiega ancora Rapezzi - ne sono state fatte solo 300».
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