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Lieto fine per il filippino irregolareanziano e malato, non sarà espulso
Clandestino, non poteva tornare in patria per chiedere il ricongiungimento familiare con la figlia secondo quanto prevede la procedura, perché gravemente malato. Il giudice del tribunale di Firenze ha annullato la revoca del nulla osta concesso a maggio. Magdaleno Rabena, 70 anni, ha lavorato 14 anni regolarmente in Italia e poi a 65 anni, rimasto disoccupato, per disinformazione non ha chiesto il pensionamento, rimanendo privo di permesso di soggiorno
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Si è conclusa positivamente la vicenda di Magdaleno Rabena, il 70enne filippino gravemente malato residente a Empoli che ha rischiato di essere espulso dall'Italia come clandestino in quanto, proprio a causa delle sue condizioni di salute, non poteva tornare in patria per chiedere il ricongiungimento familiare con la figlia secondo quanto prevede la procedura.
Il giudice Domenico Paparo del Tribunale di Firenze ha annullato venerdì scorso con sentenza la revoca del nulla osta della Prefettura nei confronti di Rabena. Il nullaosta, inizialmente concesso lo scorso maggio, era stato bloccato dopo aver verificato che il filippino non aveva effettivamente fatto rientro nel suo paese per chiedere il ricongiungimento. A raccontare questa storia sono stati stamani a Firenze i Verdi, nel corso di un incontro tenuto nella sede del consiglio regionale al quale hanno preso parte, tra gli altri, il consigliere regionale Mario Lupi, il portavoce toscano del partito Mauro Romanelli e il presidente dell'associazione filippina Giustizia e Diritto Vladimiro Barberio.
«Magdaleno non è andato nelle Filippine - ha detto Romanelli - perché materialmente impossibilitato a farlo, non per sfuggire agli obblighi della procedura». «Il procedimento amministrativo per ottenere il titolo di soggiorno - ha osservato Lupi - non è ancora concluso, ma questa sentenza pone davvero tutte le premesse per un esito positivo. Non è ancora in buona salute, ma con questa pronuncia adesso potrà almeno avere il diritto di curarsi in piena serenità assistito dalla Sanità Pubblica» .
Sul caso dell'anziano si erano attivati i legali dell’Associazione italo-filippina Giustizia e diritto con un ricorso contro la revoca da parte della prefettura del nullaosta al ricongiungimento familiare. L’uomo, reduce da ictus e da coma, infermo a letto e per prescrizione medica impossibilitato a fare lunghi viaggi, ha lavorato 14 anni regolarmente in Italia - spiegano Romanelli e Barberio - e poi a 65 anni, rimasto disoccupato, per disinformazione non ha chiesto il pensionamento, rimanendo privo di permesso di soggiorno. La moglie 73enne, Gregoria Rabena, che lo assiste, è disoccupata ma ha il permesso di soggiorno.
Il giudice Domenico Paparo del Tribunale di Firenze ha annullato venerdì scorso con sentenza la revoca del nulla osta della Prefettura nei confronti di Rabena. Il nullaosta, inizialmente concesso lo scorso maggio, era stato bloccato dopo aver verificato che il filippino non aveva effettivamente fatto rientro nel suo paese per chiedere il ricongiungimento. A raccontare questa storia sono stati stamani a Firenze i Verdi, nel corso di un incontro tenuto nella sede del consiglio regionale al quale hanno preso parte, tra gli altri, il consigliere regionale Mario Lupi, il portavoce toscano del partito Mauro Romanelli e il presidente dell'associazione filippina Giustizia e Diritto Vladimiro Barberio.
«Magdaleno non è andato nelle Filippine - ha detto Romanelli - perché materialmente impossibilitato a farlo, non per sfuggire agli obblighi della procedura». «Il procedimento amministrativo per ottenere il titolo di soggiorno - ha osservato Lupi - non è ancora concluso, ma questa sentenza pone davvero tutte le premesse per un esito positivo. Non è ancora in buona salute, ma con questa pronuncia adesso potrà almeno avere il diritto di curarsi in piena serenità assistito dalla Sanità Pubblica» .
Sul caso dell'anziano si erano attivati i legali dell’Associazione italo-filippina Giustizia e diritto con un ricorso contro la revoca da parte della prefettura del nullaosta al ricongiungimento familiare. L’uomo, reduce da ictus e da coma, infermo a letto e per prescrizione medica impossibilitato a fare lunghi viaggi, ha lavorato 14 anni regolarmente in Italia - spiegano Romanelli e Barberio - e poi a 65 anni, rimasto disoccupato, per disinformazione non ha chiesto il pensionamento, rimanendo privo di permesso di soggiorno. La moglie 73enne, Gregoria Rabena, che lo assiste, è disoccupata ma ha il permesso di soggiorno.
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