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Empoli

Accusato di genocidio, prete di Ponzano chiede domiciliari

I legali di don Emmanuel Uwayezu, 47 anni, il sacerdote ruandese di etnia hutu accusato di genocidio e raggiunto da un mandato di cattura internazionale per cui è stato arrestato dai carabinieri, presenteranno domani alla corte d'appello di Firenze un'istanza per ottenere gli arresti domiciliari

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I legali di don Emmanuel Uwayezu, 47 anni, il sacerdote ruandese di etnia hutu accusato di genocidio e raggiunto da un mandato di cattura internazionale per cui è stato arrestato dai carabinieri, presenteranno domani alla corte d'appello di Firenze un'istanza per ottenere gli arresti domiciliari. Il sacerdote si trova ora nel carcere di Sollicciano in attesa dell'udienza per la convalida dell' arresto. Don Emmanuel è accusato di essere coinvolto nel genocidio di tutsi perpetrato dagli hutu durante la guerra civile in Ruanda, accuse sempre respinte dal religioso, attualmente viceparroco a Empoli.  

«Don Emmanuel Uwayezu è da 10 anni in Italia e non si è allontanato nemmeno quando il maggio scorso la vicenda è tornata alla ribalta dopo molti anni - affermano gli avvocati Franco Borselli e Luca Menichetti - Pertanto riteniamo che ci siano le condizioni per modificare la misura cautelare».  

Per il movimento African Rights, don Emmanuel Uwayezu avrebbe avuto un ruolo nel massacro del 7 maggio 1994 in cui furono uccisi più di 80 alunni, fra i 12 e i 20 anni, del complesso scolastico Misericordia di Maria di Kibeho, nel sud del Ruanda, di cui era direttore. Fatti per i quali, hanno ricordato i legali di don Emmanuel Uwayezu, fu anche processato e assolto nel 2000 in Ruanda il vescovo di Gikongoro, monsignor Augustin Misago. «Dagli atti di quel processo - dicono gli avvocati - non emergono responsabilità a carico di don Emmanuel».

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