Il presidio
Rissa in piena notte
Maxi rissa sfiorata all'Enriques in piena notte
Francesco Turchi
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Uno studente mostra il vetro rotto dai giovani che hanno tentato l’assalto all’EnriquesAssalto alla scuola occupata da parte di una ventina di ragazzi appena usciti dal Kaleido: gli studenti chiedono aiuto ai carabinieri
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CASTELFIORENTINO. «Erano una ventina di giovani. Sono venuti qui convinti che ci fosse una festa. Quando hanno capito che non era così hanno tentato di entrare comunque: hanno sfondato una vetrata; poi se ne sono andati». Lorenzo Donati, rappresentante d'istituto all'Enriques di Castelfiorentino, racconta l'assalto subito nel corso della notte tra venerdì e sabato, mentre la scuola era occupata.
L'episodio è avvenuto intorno alle 3. Sfiorata la maxi-rissa. I giovani protagonisti dell'assalto erano reduci da una notte al Kaleido. «Alcuni nostri amici - racconta Donati - ci avevano detto che in giro c'era la voce, naturalmente priva di ogni fondamento, di una festa nel nostro istituto, dove era in corso l'occupazione. Così ci siamo barricati nell'auditorium e abbiamo chiesto a più riprese l'intervento delle forze dell'ordine».
Ma il gruppo di reduci dalla discoteca non si è spaventato.
In 25 sono passati da una proprietà privata, hanno scavalcato le reti, si sono presentati alla porta del plesso e con una sedia hanno anche sfondato il vetro. Gli studenti hanno cercato si respingere l'assalto con ogni mezzo e alla fine due di loro sono anche rimasti feriti da alcune schegge di vetro: «Uno dei due è anche svenuto. Quando l'hanno visto cadere a terra sono scappati». Poco dopo sono arrivati all'Enriques i carabinieri e un'ambulanza che ha soccorso i ragazzi rimasti contusi. Ma l'episodio ha lasciato il segno: «Abbiamo deciso - spiega il rappresentante degli studenti - di interrompere l'occupazione: è troppo pericolosa. Stamani (ieri, ndr), abbiamo riconsegnato le chiavi al preside. Lunedì avremo un dibattito pubblico e nel pomeriggio riceveremo la visita del sindaco Giovanni Occhipinti. Martedì riprenderanno regolarmente le lezioni. Contemporaneamente faremo una colletta per raccogliere i soldi necessari per la sostituzione del vetro e presenteremo denuncia». La protesta contro la riforma Gelmini va in soffitta con un epilogo amaro: «Con un intervento più rapido delle forze dell'ordine, le cose sarebbero andate diversamente».
L'episodio è avvenuto intorno alle 3. Sfiorata la maxi-rissa. I giovani protagonisti dell'assalto erano reduci da una notte al Kaleido. «Alcuni nostri amici - racconta Donati - ci avevano detto che in giro c'era la voce, naturalmente priva di ogni fondamento, di una festa nel nostro istituto, dove era in corso l'occupazione. Così ci siamo barricati nell'auditorium e abbiamo chiesto a più riprese l'intervento delle forze dell'ordine».
Ma il gruppo di reduci dalla discoteca non si è spaventato.
In 25 sono passati da una proprietà privata, hanno scavalcato le reti, si sono presentati alla porta del plesso e con una sedia hanno anche sfondato il vetro. Gli studenti hanno cercato si respingere l'assalto con ogni mezzo e alla fine due di loro sono anche rimasti feriti da alcune schegge di vetro: «Uno dei due è anche svenuto. Quando l'hanno visto cadere a terra sono scappati». Poco dopo sono arrivati all'Enriques i carabinieri e un'ambulanza che ha soccorso i ragazzi rimasti contusi. Ma l'episodio ha lasciato il segno: «Abbiamo deciso - spiega il rappresentante degli studenti - di interrompere l'occupazione: è troppo pericolosa. Stamani (ieri, ndr), abbiamo riconsegnato le chiavi al preside. Lunedì avremo un dibattito pubblico e nel pomeriggio riceveremo la visita del sindaco Giovanni Occhipinti. Martedì riprenderanno regolarmente le lezioni. Contemporaneamente faremo una colletta per raccogliere i soldi necessari per la sostituzione del vetro e presenteremo denuncia». La protesta contro la riforma Gelmini va in soffitta con un epilogo amaro: «Con un intervento più rapido delle forze dell'ordine, le cose sarebbero andate diversamente».
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