Italia
Studenti occupano l'istituto
Pontormo, in mille occupano l'istitutoassemblea al Virgilio
Giulia Bertini /
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Un’assemblea in alto e sotto gli striscioni realizzati dagli studenti al liceo Pontormo di EmpoliDopo appena un mese dall'inizio delle lezioni gli studenti tornano ad alzare la voce contro il decreto legge Gelmini. I più di mille alunni del liceo Pontormo, infatti, hanno occupato ieri mattina l'istituto
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EMPOLI. Dopo appena un mese dall'inizio delle lezioni gli studenti tornano ad alzare la voce contro il decreto legge Gelmini. I più di mille alunni del liceo Pontormo, infatti, hanno occupato ieri mattina l'istituto. Mentre già altre scuole empolesi si stanno mobilitando e potrebbero seguire le orme dei colleghi dello scientifico.
I principali obiettivi della mobilitazione sono il ritiro dei tagli alla scuola pubblica e la reintroduzione di tutto il personale precario, l'aumento della spesa pubblica per l'istruzione, la creazione di commissioni docenti-studenti e il ritiro del progetto di legge Aprea.
Cancelli chiusi al liceo. Così ieri mattina i rappresentanti del liceo scientifico hanno indetto un'assemblea nel piazzale davanti alla scuola per presentare i risultati della raccolta firme che si è svolta tra sabato e lunedì (oltre il 60% degli iscritti ha dato responso favorevole all'occupazione) e per informare tutti gli studenti sugli sviluppi della protesta. Quindi intorno alle 10 hanno chiuso i cancelli e occupato l'istituto. «Il motivo della protesta - spiegano Federica Briganti e Tommaso Cuviello, rappresentanti di istituto - risiede nei tagli alla scuola decisi dal governo. Non accettiamo un provvedimento che imponga una spesa per l'istruzione nettamente inferiore a quella di tutti gli altri paesi europei. Nel nostro istituto, peraltro, gli effetti della riforma Gelmini si sono già fatti sentire, con venti docenti in meno rispetto allo scorso anno e classi affollatissime composte da più di trenta studenti». I ragazzi inoltre si scagliano contro il disegno di legge Aprea, «che vorrebbe - continuano i due rappresentanti - la trasformazione delle scuole statali in fondazioni private con la sostituzione dell'attuale consiglio d'istituto in consiglio d'amministrazione». Gli studenti sono determinati ad andare avanti ad oltranza e attendono le mosse degli altri istituti empolesi. «L'anno scorso abbiamo cominciato questa protesta - proseguono - che non abbiamo mai abbandonato, nonostante la fine delle occupazione. Quest'anno siamo ancora qua a manifestare il nostro netto rifiuto a questa riforma, che sta dando frutti disastrosi». Intanto è stato fissato il calendario per i primi giorni di occupazione: questa mattina si terrà un incontro a cui prenderanno parte un costituzionalista, rappresentanti dell'Anpi e del comitato "Salviamo la scuola pubblica". Mentre domani ci sarà un dibattito politico tra esponenti del centrosinistra e del centrodestra per discutere delle problematiche della scuola. Nel corso delle giornate, inoltre, saranno organizzati workshop e seminari specifici sul testo e gli effetti della nuova riforma.
Negli altri istituti. La situazione nelle altre scuole è in continua evoluzione. Ancora non ci sono state prese di posizioni forti, ma le mobilitazioni sono annunciate per i prosimi giorni. Al liceo classico-linguistico Virgilio gli studenti hanno già fissato un'assemblea per venerdì mattina, dalle 8,30 alle 12,30, per decidere quali forma di protesta adottare. All'assemblea interverranno anche alcuni professori dell'istituto che hanno creato un comitato di studio sulla riforma e alcuni studenti universitari. Lo stesso iter dovrebbe essere seguito dall'artistico di via Fucini. Al Ferraris, invece, si terrà questa mattina, a partire dalle 11, un'assemblea con tutti gli studenti e l'occupazione potrebbe scattare fin da subito anche in questo istituto. Anche al Brunelleschi nel corso della settimana ci sarà una riunione tra gli alunni, ma l'idea è quella di evitare un forma di protesta dura come l'occupazione. Mentre al Da Vinci e al Fermi ancora i ragazzi non hanno deciso come muoversi. All'Enriques dal pomeriggio parte l'occupazione.
I principali obiettivi della mobilitazione sono il ritiro dei tagli alla scuola pubblica e la reintroduzione di tutto il personale precario, l'aumento della spesa pubblica per l'istruzione, la creazione di commissioni docenti-studenti e il ritiro del progetto di legge Aprea.
Cancelli chiusi al liceo. Così ieri mattina i rappresentanti del liceo scientifico hanno indetto un'assemblea nel piazzale davanti alla scuola per presentare i risultati della raccolta firme che si è svolta tra sabato e lunedì (oltre il 60% degli iscritti ha dato responso favorevole all'occupazione) e per informare tutti gli studenti sugli sviluppi della protesta. Quindi intorno alle 10 hanno chiuso i cancelli e occupato l'istituto. «Il motivo della protesta - spiegano Federica Briganti e Tommaso Cuviello, rappresentanti di istituto - risiede nei tagli alla scuola decisi dal governo. Non accettiamo un provvedimento che imponga una spesa per l'istruzione nettamente inferiore a quella di tutti gli altri paesi europei. Nel nostro istituto, peraltro, gli effetti della riforma Gelmini si sono già fatti sentire, con venti docenti in meno rispetto allo scorso anno e classi affollatissime composte da più di trenta studenti». I ragazzi inoltre si scagliano contro il disegno di legge Aprea, «che vorrebbe - continuano i due rappresentanti - la trasformazione delle scuole statali in fondazioni private con la sostituzione dell'attuale consiglio d'istituto in consiglio d'amministrazione». Gli studenti sono determinati ad andare avanti ad oltranza e attendono le mosse degli altri istituti empolesi. «L'anno scorso abbiamo cominciato questa protesta - proseguono - che non abbiamo mai abbandonato, nonostante la fine delle occupazione. Quest'anno siamo ancora qua a manifestare il nostro netto rifiuto a questa riforma, che sta dando frutti disastrosi». Intanto è stato fissato il calendario per i primi giorni di occupazione: questa mattina si terrà un incontro a cui prenderanno parte un costituzionalista, rappresentanti dell'Anpi e del comitato "Salviamo la scuola pubblica". Mentre domani ci sarà un dibattito politico tra esponenti del centrosinistra e del centrodestra per discutere delle problematiche della scuola. Nel corso delle giornate, inoltre, saranno organizzati workshop e seminari specifici sul testo e gli effetti della nuova riforma.
Negli altri istituti. La situazione nelle altre scuole è in continua evoluzione. Ancora non ci sono state prese di posizioni forti, ma le mobilitazioni sono annunciate per i prosimi giorni. Al liceo classico-linguistico Virgilio gli studenti hanno già fissato un'assemblea per venerdì mattina, dalle 8,30 alle 12,30, per decidere quali forma di protesta adottare. All'assemblea interverranno anche alcuni professori dell'istituto che hanno creato un comitato di studio sulla riforma e alcuni studenti universitari. Lo stesso iter dovrebbe essere seguito dall'artistico di via Fucini. Al Ferraris, invece, si terrà questa mattina, a partire dalle 11, un'assemblea con tutti gli studenti e l'occupazione potrebbe scattare fin da subito anche in questo istituto. Anche al Brunelleschi nel corso della settimana ci sarà una riunione tra gli alunni, ma l'idea è quella di evitare un forma di protesta dura come l'occupazione. Mentre al Da Vinci e al Fermi ancora i ragazzi non hanno deciso come muoversi. All'Enriques dal pomeriggio parte l'occupazione.
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