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Il fatto

Rimborsi Tia, Publiambienterischia di restituire 5 milioni

Francesco Turchi
La sede di Publiservizi e il presidente di Publiambiente Paolo Regini
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La sede di Publiservizi e il presidente di Publiambiente Paolo Regini

Sono già decine i cittadini del Circondario che hanno inviato a Publiambiente la richiesta di rimborso dell'Iva pagata ingiustamente sulla tariffa di igiene ambientale (Tia), dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che ha sancito la natura tributaria della tariffa

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EMPOLI. Sono già decine i cittadini del Circondario che hanno inviato a Publiambiente la richiesta di rimborso dell'Iva pagata ingiustamente sulla tariffa di igiene ambientale (Tia), dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che ha sancito la natura tributaria della tariffa.
Sul tema ci sono ancora molti dubbi, ma dalla sede nazionale dell'Adoc (associazione difesa consumatori della Uil) arriva una certezza: i cittadini quei rimborsi li devono chiedere all'ente erogatore del servizio, solo a lui. Poi sarà l'ente stesso (nel nostro caso Publiambiente), a chiedere il rimborso all'Agenzia delle Entrate. Ma sarà un passaggio che riguarda loro, non i cittadini.
Per il momento c'è ancora tanta confusione. Che rischia di disorientare i cittadini. Le associazioni dei consumatori dal canto loro cercano di vestire i panni della bussola. Mondoconsumatori, che ha sede in via Sanzio a Empoli, sta distribuendo dei volantini molto chiari, che si rivolgono direttamente agli utenti: «Controlla attentamente la tua bolletta; se ti è stata applicata l'Iva (nella misura del 10%) sulle voci di raccolta e smaltimento dei rifiuti, puoi richiedere il rimborso immediato». Frasi allettanti per i cittadini, che chiedono informazioni ma che non sempre passano all'azione, come spiega il presidente Fabrizio Spinelli: «Per chiedere il rimborso è necessario prima di tutto aver conservato le bollette. E questo non tutti lo fanno. Poi in molti casi si tratta di importi piccoli e quindi non ne vale la pena di fare tutta la procedura». Ma non sempre è così. Ci sono anche famiglia che potrebbero riavere indietro centinaia di euro, visto che è possibile chiedere rimborsi per gli ultimi cinque anni di Tia. La posta in palio è alta.
E Paolo Regini, presidente di Publiambiente, lo sa bene: «Vediamo. Siamo in attesa di notizie dal Ministero». L'ente gestore della raccolta dei rifiuti rischia di dover restituire ai cittadini, tanto per dare una cifra approssimativa ma comunque indicativa, qualcosa come 5 milioni di euro (la metà dei quali tornerebbero nel Circondario): «I conti non li abbiamo ancora fatti, ma è chiaro che se dovremo restituire questi soldi ai cittadini, dovremo anche capire chi e come ce li dovrà ridare. Intanto sono iniziate ad arrivare decine di richieste di rimborso».

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