MONTESPERTOLI
Variante urbanistica falsificata2 arresti, indagata l'ex giunta
Avevano falsificato una variante urbanistica per concedere favori ad amici e conoscenti. Per questo motivo due dipendenti del comune di Montespertoli sono finiti agli arresti domiciliari su ordine della procura di Firenze. In manette sono finiti il responsabile dell'ufficio assetto del territorio Marco Calonaci, 48 anni, architetto, e il dipendente del settore dei lavori pubblici, Marco Simoncini 50 anni. Indagati l'ex sindaco e sei assessori in carica tra il 2004 e il 2007
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Un dirigente e un dipendente comunali arrestati per corruzione, i componenti l'ex giunta comunale in carica tra il 2004 e il 2007 sotto inchiesta per concorso in abuso d'ufficio per una questione di incarichi, accertamenti appena iniziati su falsificazioni della variante ricognitiva del piano strutturale, con controlli avviati anche sulla costruzione di una scuola a Montagnana: da verificare se siano stati valutati i fattori di rischio legati all'area dove sorgerà, che sarebbe indicata come franosa. Sono gli sviluppi dell'inchiesta della procura fiorentina sui presunti illeciti in materia edilizia al Comune di Montespertoli, avviata meno di un anno fa, 20 gli indagati.
L'indagine, condotta dai pm Giuseppina Mione e Leopoldo De Gregorio e dai carabinieri di Montespertoli, vede tra i principali indagati il responsabile dell'ufficio assetto del territorio del Comune, l'architetto Marco Calonaci e il dipendente part time del settore lavori pubblici della stessa amministrazione, Marco Simoncini, geometra. Entrambi sono finiti gli arresti domiciliari, in esecuzione di misure cautelari, per un caso di presunta corruzione relativo a una sanatoria per opere abusive in un agriturismo. Il tutto, per l'accusa, dietro l'offerta o la promessa di 10.000 euro ciascuno. La procura contesta inoltre ai due l'abuso d'ufficio, per aver svolto, grazie a prestanome, la libera professione in merito a pratiche edilizie che poi dovevano essere approvate dal Comune di Montespertoli. Calonaci inoltre è accusato anche per altri due presunti casi di corruzione, che non sarebbero però comprovati secondo il gip: per questo non ha concesso ordinanze di custodia cautelare richieste per due imprenditori che sarebbero coinvolti. Stessa valutazione il gip l'ha fatta per due accuse, di concussione e falso contestate a Calonaci. Il gip inoltre ha negato misure interdettive a esercitare la libera professione richieste dai pm per sei tecnici indagati. Tutte decisioni per le quali i pm sono ricorsi al tribunale del riesame.
E' inoltre emerso che, tra gli indagati per abuso d'ufficio, ci sono anche l'ex sindaco di Montespertoli Antonella Chiavacci e sei assessori in carica tra il 2004 e il 2007. L'ipotesi di reato è legata all'affidamento diretto di incarichi ad esterni per la redazione del piano strutturale, per indagini tecniche ad esso collegate e alla nomina del garante della comunicazione per il procedimento di formazione e approvazione del piano stesso. Per l'accusa si sarebbe dovuto procedere o con licitazione privata o attraverso una selezione tra almeno cinque professionisti. A proporre le nomine sarebbe stato Calonaci, l'ex giunta le approvò con delibere votate all'unanimità. Per questa tranche di inchiesta è scattata anche una segnalazione alla Corte dei conti.
E' stata poi acquisita in Comune tutta la documentazione relativa alla variante ricognitiva, per le presunte falsificazioni. Ieri era stata la stessa amministrazione comunale a rendere nota la scoperta di manomissioni. Gli accertamenti sono agli inizi.
L'inchiesta, per la quale la procura ha espresso massimo apprezzamento per il lavoro dei carabinieri, si è sviluppata attraverso intercettazioni, grazie anche a una microspia in un ufficio comunale. Le indagini avevano portato a gennaio a perquisizioni, poi al sequestro di 42 cantieri, quindi la sospensione di oltre 100 concessioni edilizie, il cui proliferare è stato descritto dagli investigatori come una sorta di «assalto alla diligenza».
L'indagine, condotta dai pm Giuseppina Mione e Leopoldo De Gregorio e dai carabinieri di Montespertoli, vede tra i principali indagati il responsabile dell'ufficio assetto del territorio del Comune, l'architetto Marco Calonaci e il dipendente part time del settore lavori pubblici della stessa amministrazione, Marco Simoncini, geometra. Entrambi sono finiti gli arresti domiciliari, in esecuzione di misure cautelari, per un caso di presunta corruzione relativo a una sanatoria per opere abusive in un agriturismo. Il tutto, per l'accusa, dietro l'offerta o la promessa di 10.000 euro ciascuno. La procura contesta inoltre ai due l'abuso d'ufficio, per aver svolto, grazie a prestanome, la libera professione in merito a pratiche edilizie che poi dovevano essere approvate dal Comune di Montespertoli. Calonaci inoltre è accusato anche per altri due presunti casi di corruzione, che non sarebbero però comprovati secondo il gip: per questo non ha concesso ordinanze di custodia cautelare richieste per due imprenditori che sarebbero coinvolti. Stessa valutazione il gip l'ha fatta per due accuse, di concussione e falso contestate a Calonaci. Il gip inoltre ha negato misure interdettive a esercitare la libera professione richieste dai pm per sei tecnici indagati. Tutte decisioni per le quali i pm sono ricorsi al tribunale del riesame.
E' inoltre emerso che, tra gli indagati per abuso d'ufficio, ci sono anche l'ex sindaco di Montespertoli Antonella Chiavacci e sei assessori in carica tra il 2004 e il 2007. L'ipotesi di reato è legata all'affidamento diretto di incarichi ad esterni per la redazione del piano strutturale, per indagini tecniche ad esso collegate e alla nomina del garante della comunicazione per il procedimento di formazione e approvazione del piano stesso. Per l'accusa si sarebbe dovuto procedere o con licitazione privata o attraverso una selezione tra almeno cinque professionisti. A proporre le nomine sarebbe stato Calonaci, l'ex giunta le approvò con delibere votate all'unanimità. Per questa tranche di inchiesta è scattata anche una segnalazione alla Corte dei conti.
E' stata poi acquisita in Comune tutta la documentazione relativa alla variante ricognitiva, per le presunte falsificazioni. Ieri era stata la stessa amministrazione comunale a rendere nota la scoperta di manomissioni. Gli accertamenti sono agli inizi.
L'inchiesta, per la quale la procura ha espresso massimo apprezzamento per il lavoro dei carabinieri, si è sviluppata attraverso intercettazioni, grazie anche a una microspia in un ufficio comunale. Le indagini avevano portato a gennaio a perquisizioni, poi al sequestro di 42 cantieri, quindi la sospensione di oltre 100 concessioni edilizie, il cui proliferare è stato descritto dagli investigatori come una sorta di «assalto alla diligenza».
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