Il Tirreno

Empoli

LA FINANZA IN PROVINCIA DI FIRENZE

Un'impresa su quattro evade le tasse

Un'impresa su quattro evade le tasse

Coinvolti tutti i settori lavorativi: un danno per l'Erario di oltre 63 milioni di euro

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Cosa accomuna una ricca gioeielleria del centro fiorentino a un boscaiolo del Mugello? La decisione di non versare una lira al fisco. La guardia di Finanza di Firenze dall'inizio dell'anno ha individuato in provincia 45 evasori totali (completamente sconosciuti al fisco) e 13 evasori "paratotali" (che hanno occultato in tutto o in parte i loro introiti), con un danno per l'Erario di 63 milioni di euro: 48 milioni in imposte dirette e 15 milioni in Iva.

I dati sono particolarmente interessanti perché dimostrano che il 25 per cento delle persone controllate dalla Finanza evade le tasse, completamente o in parte. In provincia il dato è sospinto dalle imprese cinesi, che da sole costituiscono il 15 per cento dell'evasione.

Ma vi sono evasori tra i liberi professionisti (geometri, odontoiatri), le agenzie di viaggio, le agenzie immobiliari, le scuole di danza, le agenzie di promozioni pubblicitarie, le attività edili e commerciali nonché di autotrasporto. La mappa dell'evasione nella provincia di Firenze non risparmia alcun territorio: evasori sono stati scoperti nel Valdarno (Figline, Pontassieve, Reggello, Rignano sull'Arno, Incisa in Val d'Arno, Pelago), nel Circondario dell'Empolese Valdelsa (Empoli Castelfiorentino, Barberino Val d'Elsa, Vinci, Gambassi Terme) nonché nel Mugello (Borgo San Lorenzo, San Piero a Sieve, Scarperia).

Ecco alcuni casi esemplari raccontati dagli agenti della Finanza: la mannaia delle Fiamme gialle si è abbattuta a Firenze su una gioielleria del centro, che aveva venduto  in nero circa 170 orologi Rolex completamente per una cifra pari ad oltre due milioni di euro.

Mentre un impresa edile del Valdarno che colleziona cantiere su cantiere semplicemente ometteva di dichiarare i redditi, occultando oltre 2 milioni di euro all'Erario. Mentre nell'Empolese un meccanico ha chiuso formalemente baracca, mentre ha continuato a lavorare come prima solo che in nero. Una scelta "conveniente" dato che gli ha permesso di "risparmiare" circa cinquanta milioni di euro.

Nel Mugello un boscaiolo emetteva fattura ai clienti e poi non dichiarava nulla: una pratica che negli anni gli aveva permesso di nascondere alle casse dello Stato circa 640 mila euro. E ancora  nel Mugello una coppia di cinquantenni dava da anni ezioni di ballo nelle palestre della zona senza dichiarare una lira al fisco. Mentre nella Valdisieve, un altra coppia da cinque anni aveva messo su una vera e propria agenzia di viaggio abusiva: un'evasione di ricavi per quasi 2 milioni di euro e di Iva per quasi 700 mila euro.

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di Redazione web