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L’INTERVISTA

Faenzi schiera il Pd:vogliamo Rossi a guidare la Toscana

Luciano Menconi
Faenzi schiera il Pd:vogliamo Rossi a guidare la Toscana

Un percorso lungo e pieno di insidie. Per raggiungere il traguardo dovrà attendere otto mesi e attraversare indenne il congresso. Ma per il Pd la corsa alle elezioni regionali è già partita. A lanciare la volata è la federazione dell'Empolese Valdelsa, che in maggioranza sta schierandosi - almeno a livello di dirigenti - a fianco di Dario Franceschini

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EMPOLI. Un percorso lungo e pieno di insidie. Per raggiungere il traguardo dovrà attendere otto mesi e attraversare indenne il congresso. Ma per il Pd la corsa alle elezioni regionali è già partita. A lanciare la volata è la federazione dell'Empolese Valdelsa, che in maggioranza sta schierandosi - almeno a livello di dirigenti - a fianco di Dario Franceschini. Il segretario Giancarlo Faenzi (foto più a destra) gioca d'anticipo e annuncia i punti cardine della posizione dei democratici del circondario: primarie per scegliere presidente della Regione e consiglieri, rinnovamento dentro e fuori il partito, sostegno alla candidatura a governatore dell'assessore alla sanità uscente, il pisano - e bersaniano - Enrico Rossi (a fianco). Una posizione che, almeno per la scelta di Rossi, segna una rottura clamorosa con strategie e ambizioni della federazione fiorentina.

Il Pd nell'Empolese Valdelsa fa il pieno di sindaci ma perde consensi. Non basta vincere per guardare al futuro con fiducia?
«Noi come tutto il Pd dobbiamo costruire un partito che parli non solo agli ex Ds e Margherita ma a tutta la gente. Abbiamo perso 15mila consensi in un anno. Perciò non siamo contenti. Abbiamo provato a costruire il Pd anche facendo scelte che andavano nella direzione del partito nuovo. Le nostre liste, a tutti i livelli, sono state caratterizzate da un forte rinnovamento. Sono nuovi 150 consiglieri comunali su 200, tutti i consiglieri provinciali, gran parte delle giunte. A Empoli sono stati cambiati tutti gli assessori. Solo un partito in salute può reggere scelte di questo tipo. Nonostante ciò abbiamo perso molti voti rispetto alle politiche di un anno fa. Bisogna andare ancora più avanti nel rinnovamento».

Cosa vuole dire?
«Vuol dire che alle prossime scadenze, congresso ed elezioni regionali, dovremo cambiare ancora di più. Ciò vale sia per gli incarichi dirigenti genti del partito, compreso il mio, sia per la composizione delle liste dei delegati regionali e nazionali al congresso del 25 ottobre».

Per le elezioni regionali?
«Bisognerà fare le primarie per scegliere il presidente e i consiglieri. Penso che i nostri consiglieri abbiamo lavorato bene e possano dare un contributo ancora maggiore alla Toscana rispetto a quello dato in questi 5 anni».

Un candidato alla guida della Regione che piace al Pd Empolese Valdelsa?
«Enrico Rossi, per la grande capacità di governo dimostrata in questi dieci anni».

Anche se è bersaniano e voi qui siete quasi tutti per Franceschini?
«Certo, quello che conta sono il merito e la capacità e lui ha governato bene».

A Firenze non saranno contenti?
«Il buon governo di Rossi credo sia riconosciuto ovunque, dall'Isola l'Elba a Marradi. E poi anche Firenze sa apprezzare il buon governo. Quindi penso che Rossi piacerà anche ai fiorentini».

Nel vostro partito c'è chi, come il segretario di Montelupo, ha rilevato come il modo di schierarsi in vista del congresso stia avvenendo secondo logiche correntizie. Non c'è il pericolo che il congresso Pd finisca per somigliare a quelli Dc?
«Per il Pd è fondamentale l'unità e l'unità può esserci solo nella chiarezza. Qualunque posizione, come quella di Cei che dice mi schiero tra un mese o come quella di chi come me si schiera tre mesi prima, va bene. Non è logica di posizionamento ma chiarezza. I dirigenti sono punti di riferimento nel partito. Tutti i contributi per il partito vanno bene e tutti sono legittimi. Per esempio: uno degli elementi essenziali del Pd era l'apertura alla società civile, a chi una casa politica non l'ha. Il chiedo: ci interessa sempre questo discorso?»

La risposta di Faenzi?
«Io dico di sì: dobbiamo parlare ai 10mila empolesi che hanno votato le liste civiche, il Pd si deve dimostrare interessato a loro. Ciò vale a Empoli, come a Montespertoli e Cerreto dove le liste civiche hanno preso i nostri voti».

Lei è d'accordo con il no a Beppe Grillo?
«Io a lui la tessera non l'avrei data perché non può fare il segretario Pd chi pone come obiettivo della sua attività politica il combattere il Pd».

Quanto si stanno organizzando e quanto pesano le correnti nel Pd empolese?
«Quarta Fase, Red e le altre componenti del partito non pesano perché non hanno avuto riconoscimento politico, non sono diventati interlocutori degli organismi dirigenti. Il Pd ha lavorato senza stare a contare chi stava con l'uno o con l'altro».

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