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Tia evasa, cartelle in arrivo

Marco Pagli
Tia evasa, cartelle in arrivo

La crisi continua a mordere, con le famiglie e le piccole aziende soggetti maggiormente investiti dall'emergenza. Così succede che tra mutui, bollette e spese quotidiane, qualcosa rimanga fuori dal budget e si faccia a meno di pagarlo

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EMPOLI. La crisi continua a mordere, con le famiglie e le piccole aziende soggetti maggiormente investiti dall'emergenza. Così succede che tra mutui, bollette e spese quotidiane, qualcosa rimanga fuori dal budget e si faccia a meno di pagarlo. E' il caso della Tia. Secondo i dati di Publiambiente, negli ultimi mesi sarebbe sensibilmente cresciuto il numero di imprese e famiglie che non hanno pagato la tariffa. A questi, a breve, saranno recapitati gli avvisi per la riscossione del debito.
Su di loro sono già partiti gli accertamenti di Equitalia a cui Publiambiente sta inviando le loro cartelle.
I clienti morosi non sono pochi: si parla, infatti, di un incremento del 3% nell'ultimo anno, che va a sommarsi al 6-7% che rappresenta il valore medio registrato negli ultimi.
A rigor di matematica questo significa la perdita di un buon 10% di introiti per la società detenuta interamente dalla holding pubblica Publiservizi. Tradotto in numeri il buco in bilancio è di alcune centinaia di migliaia di euro. Una somma già consistente, che potrebbe continuare a crescere visto l'impeto di questa crisi. E che, soprattutto, potrebbe andare a colpire nei prossimi anni i cittadini stessi, con nuovi aumenti in bolletta per coprire i mancati introiti. «I dati in nostro possesso - commenta Paolo Regini, presidente di Publiambiente - denotano un peggioramento generale dal punto di vista della morosità dei clienti. Il 3% in più di famiglie e imprese che non pagano la Tia è un segnale non trascendentale, ma che sicuramente va preso attentamente in considerazione. Anche perchè va ad aggiungersi ad una percentuale media già notevole di soggetti che non pagano».
Ma a mettere in difficoltà i bilanci della società, che si occupa della raccolta dei rifiuti e della pulizia delle strade in tutti i comuni del Circondario, non ci sarebbero solo i clienti morosi.
Tra le misure anti-crisi prese dalle amministrazioni dell'Empolese Valdelsa, infatti, c'è anche quella che sospende il pagamento della Tia per le famiglie con redditi bassi e per le aziende in difficoltà che hanno avviato procedure di mobilità o cassa integrazione. «Un provvedimento - continua Regini - che comunque non avrà effetti duraturi per noi, dal momento che sospensione non significa esenzione. E se quei soldi non verranno messi in bilancio nel 2009 dovranno tornare nelle nostre casse nei prossimi anni, non appena sarà stata avviata la ripresa economica e le aziende avranno ripreso fiato».
Anche se, questo è chiaro, in caso di chiusure o fallimenti delle imprese in crisi i soldi verrebbero comunque persi e dovrebbero essere recuperati in altre maniere...
Tutte queste difficoltà arrivano, peraltro, dopo un'altra stangata notevole per la società presieduta da Paolo Regini. La Finanziaria di due anni fa, infatti, dispose la diminuzione a 500 metri quadrati della superficie massima tassabile per le grandi aziende. Nell'Empolese Valdelsa sono circa duecento le ditte grandi, che hanno beneficiato di questo "sconto" sulla Tia. I mancati introiti che si aggirano intorno ai due milioni di euro, a causa di alcuni ritardi sui decreti attuativi, dovrebbero essere messi nel bilancio di quest'anno. «Per quanto riguarda quest'ultima questione - conclude il presidente di Publiambiente - abbiamo già provveduto ad ovviare ai mancati introiti. Al di là di tutto, comunque, mi sento di rassicurare i contribuenti: l'aumento della tariffa avverrà solo se Equitalia non riuscirà a recuperare i debiti contratti. Solo a quel punto saremo costretti a mettere le cartelle tra le perdite e ad appesantire le bollette. Inoltre in questi anni abbiamo operato alcuni accantonamenti che ci lasciano maggiori spazi per amministrare le mancate entrate».

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