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Muore schiacciato dal suo furgone

Francesca Gori
Il furgone che ha travolto Stefano Masi e a destra il luogo della tragedia
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Il furgone che ha travolto Stefano Masi e a destra il luogo della tragedia

La divisa della Croce d'oro ancora indosso. Quella che aveva la sera prima quando era salito sull'ambulanza per dare una mano a chi aveva bisogno. Su quella stessa ambulanza che ieri mattina è corsa in via Virginio Nuova, vicino a Fornacette, per soccorrere lui. Ma Stefano Masi era già morto.

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MONTESPERTOLI. La divisa della Croce d'oro ancora indosso. Quella che aveva la sera prima quando era salito sull'ambulanza per dare una mano a chi aveva bisogno. Su quella stessa ambulanza che ieri mattina è corsa in via Virginio Nuova, vicino a Fornacette, per soccorrere lui. Ma Stefano Masi era già morto. Schiacciato dal suo furgone in fondo al vialetto d'ingresso alla sua villetta. In quella casa dove viveva con la moglie e i due figli. Sembra quasi una storia inventata. Morto schiacciato dal suo furgone sul vialetto della propria casa. E trovato circa sei ore dopo. Ma a volte il destino ha più fantasia di noi. E questa volta, c'è da aggiungere un purtroppo.

Stefano Masi, 48 anni, giovedì sera era andato alla Croce d'oro di Montespertoli, dove svolgeva il servizio di volontariato proprio sull'ambulanza. Finito il turno, Masi è salito sul suo furgoncino, un Doblò Fiat, e ha ripreso la strada verso casa. Dove, una volta arrivato sul cancello della grande colonica ristrutturata, nella quale viveva con la famiglia, con la moglie e due figli di 17 e 9 anni, si è fermato. Ha lasciato il motore del Doblò acceso, senza tirare il freno a mano. Su una leggera pendenza. E' sceso per spostare un bidoncino per la raccolta differenziata dei rifiuti, probabilmente per gettare via qualcosa. E in quell'attimo, quando Masi ha visto che il suo Doblò si stava muovendo, all'indietro, su quella leggera pendenza, istintivamente ha cercato di bloccarlo. Con il suo corpo. Un gesto che gli è costato la vita. Perché l'elettrotecnico quarantottenne di Montespertoli è stato travolto dal suo furgone, che lo ha trascinato contro una piccola recinzione che serviva per separare il vialetto da un terrazzamento di terreno. E lo ha schiacciato. Era circa mezzanotte e mezzo quando è avvenuto il tragico incidente. Ma il corpo di Masi è stato ritrovato ieri mattina all'alba da una guardia giurata, un vicino che passava dal vialetto della grande casa colonica e ha notato il furgoncino ancora acceso, contro la recinzione. La corsa dell'ambulanza, della Croce d'oro di Montespertoli, quando ormai era troppo tardi. L'arrivo dei vigili del fuoco di Petrazzi e di Firenze, che hanno rimosso il Doblò. E la tragica scoperta. Sotto quel furgone, il corpo senza vita di Stefano Masi.

Sulla dinamica dell'incidente, stanno lavorando da ieri all'alba i carabinieri di Scandicci e i militari di Montespertoli. Il corpo dell'uomo è stato trasferito al reparto di medicina legale di Careggi, in attesa che venga effettuata l'autopsia. Stando ai risultati dell'esame esterno del corpo, Stefano Masi verosimilmente è morto sul colpo.

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