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Pellet radioattivo in città
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La polizia sequestra i pancali di combustibile a rischio nel deposito di via LuccheseIl Pellet radioattivo è arrivato anche qui. La ditta lituana che ha messo in commercio migliaia di tonnellate di combustibile contaminato da Cesio 137 ha clienti anche nella nostra zona. Lo ha scoperto la polizia, che ha individuato in un deposito di legnami di via Lucchese 10 quintali del materiale finito nel mirino della repubblica di Aosta, la prima città dove ci si è accorti del pericolo.
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EMPOLI. Il Pellet radioattivo è arrivato anche qui. La ditta lituana che ha messo in commercio migliaia di tonnellate di combustibile contaminato da Cesio 137 ha clienti anche nella nostra zona. Lo ha scoperto la polizia, che ha individuato in un deposito di legnami di via Lucchese 10 quintali del materiale finito nel mirino della repubblica di Aosta, la prima città dove ci si è accorti del pericolo.
Il pellet è un prodotto derivante dalla pressatura della segatura del legno e viene utilizzato in speciali stufe domestiche. Viene considerato un combustibile ecologico di alta qualità ma sta facendo paura in mezza Italia perché una ditta lituana - marchio Natur Kraft - ha immesso nel mercato nazionale (e quasi certamente europeo) pellet contaminato dal Cesio 137, sostanza radioattiva prodotta da esplosioni o da reattori nucleari.
Il sequestro - eseguito dal commissariato di Empoli su disposizione della procura della repubblica di Aosta - è scattato nelle prime ore del pomeriggio nell'ambito di una serie di controlli mirati per accertare appunto la presenza sul territorio del circondario del materiale in questione. Nel corso dell'operazione effettuata presso un deposito in via Lucchese, gli agenti del commissariato diretto da Salvatore La Porta hanno scoperto la presenza del materiale stoccato in nove pancali, ciascuno composto da cinquantasette confezioni, per un peso complessivo di circa dieci quintali. In particolare, le confezioni sottoposte a sequestro, dello stesso tipo di quelle oggetto dei sequestri degli scorsi giorni in altre ventotto province italiane, saranno sottoposte ad esami specifici per accertare il tasso di concentrazione di "cesio 137".
In attesa delle successive analisi il materiale è stato messo in sicurezza. Se verrà confermata la contaminazione, sarà immediatamente distrutto.
Il sequestro - che si inserisce nel filone investigativo coordinato dalla Procura della Repubblica di Aosta - non comporta alcun tipo di eventuale responsabilità a carico dell'azienda empolese che commercializzava il prodotto. Come ovvio l'azienda è semmai una vittima della società lituana che gli ha venduto, a sua insaputa, un prodotto a rischio.
La Questura intanto sottolinea che il pellet sequestrato non è pericoloso in quanto tale, può diventarlo se viene bruciato. Cosa che evidentemente non riguarda il materiale trovato nel deposito di via Lucchese. Da parte della polizia infine ci invita chiunque fosse in possesso di quantitativi anche non significativi di pellet della marca Natur Kraft a contattare il 113 o il 115 (vigili del fuoco), al fine di consentire gli opportuni controlli sulla concentrazione di cesio 137.
Il pellet è un prodotto derivante dalla pressatura della segatura del legno e viene utilizzato in speciali stufe domestiche. Viene considerato un combustibile ecologico di alta qualità ma sta facendo paura in mezza Italia perché una ditta lituana - marchio Natur Kraft - ha immesso nel mercato nazionale (e quasi certamente europeo) pellet contaminato dal Cesio 137, sostanza radioattiva prodotta da esplosioni o da reattori nucleari.
Il sequestro - eseguito dal commissariato di Empoli su disposizione della procura della repubblica di Aosta - è scattato nelle prime ore del pomeriggio nell'ambito di una serie di controlli mirati per accertare appunto la presenza sul territorio del circondario del materiale in questione. Nel corso dell'operazione effettuata presso un deposito in via Lucchese, gli agenti del commissariato diretto da Salvatore La Porta hanno scoperto la presenza del materiale stoccato in nove pancali, ciascuno composto da cinquantasette confezioni, per un peso complessivo di circa dieci quintali. In particolare, le confezioni sottoposte a sequestro, dello stesso tipo di quelle oggetto dei sequestri degli scorsi giorni in altre ventotto province italiane, saranno sottoposte ad esami specifici per accertare il tasso di concentrazione di "cesio 137".
In attesa delle successive analisi il materiale è stato messo in sicurezza. Se verrà confermata la contaminazione, sarà immediatamente distrutto.
Il sequestro - che si inserisce nel filone investigativo coordinato dalla Procura della Repubblica di Aosta - non comporta alcun tipo di eventuale responsabilità a carico dell'azienda empolese che commercializzava il prodotto. Come ovvio l'azienda è semmai una vittima della società lituana che gli ha venduto, a sua insaputa, un prodotto a rischio.
La Questura intanto sottolinea che il pellet sequestrato non è pericoloso in quanto tale, può diventarlo se viene bruciato. Cosa che evidentemente non riguarda il materiale trovato nel deposito di via Lucchese. Da parte della polizia infine ci invita chiunque fosse in possesso di quantitativi anche non significativi di pellet della marca Natur Kraft a contattare il 113 o il 115 (vigili del fuoco), al fine di consentire gli opportuni controlli sulla concentrazione di cesio 137.
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