Il Tirreno

Empoli

Con il fiato sospeso fino all’ultimo per il rischio ballottaggio, poi per una manciata di voti si è imposta al primo turno

Luciana Cappelli, vittoria al fotofinish

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 EMPOLI. Una maratona estenuante fino a mezzanotte, un risultato al fotofinish che abbatte e sconvolge un'altra zona dove il Pd poteva ancora stare tranquillo. L'elezione per il sindaco di Empoli sfiora il ballottaggio per solo un centinaio di voti.
 Un baluardo che tentenna nella federazione più forte del Pd e cede terreno alle forze del centrodestra che collezionano un risultato quasi sbalorditivo. «E che deve far riflettere chi ha governato la città finora», spiega lo sfidante del Pdl, Francesco Gracci.
 Cappelli scampa un secondo appuntamento elettorale per poche decine di voti. E il risultato elettorale è diventato un puzzle di sorprese al cardiopalma dove un paio di sezioni si sono date da fare per prolungare l'ansia, sia a sinistra che a destra, perché hanno sbagliato a conteggiare i voti disgiunti. E ha fatto sì che i tempi dei risultati si allungassero vistosamente.
 I conti li hanno dovuti rifare richiamando i rappresentanti di lista che erano già andati a casa. Ed erano proprio le ultime schede a essere quelle decisive perché Luciana Cappelli, quando mancavano tre sezioni, era appena sopra il 50%.
 Il botto come un fuoco d'artificio lo ha fatto il Pdl con Francesco Gracci, ex insegnante e candidato conosciuto soprattutto nel mondo dello sport, legato profondamente ad ambienti cattolici, che a sorpresa ha dato una zampata semileonina balzando dal 22% a quasi il 27%.
 E poi, non è finita qui, l'altra sorpresa: un candidato che in molti davano come secondo e destinato al ballottaggio, ma a sinistra, che ha peggiorato nettamente il suo andamento rispetto al 2004. Per Massimo Marconcini è stata una debacle e lascerà la politica attiva. I Comunisti sono in ritirata anche a Empoli.
 I primi risultati delle sezioni scrutinate sono comparsi sul sito internet del Comune intorno alle 16. E da lì è stata un'altalena: le prime percentuali davano Cappelli sotto il 50%. Poi a metà delle 42 sezioni si è attestata tra il 51% e il 50 e pochi spiccioli. I pochi spiccioli che le sono diventati sempre più preziosi mentre i voti venivano registrati e le ore passavano.
 Nel frattempo mentre nella sede del Pd di via Fabiani il batticuore aumentava, si profilava lo schieramento a sostegno della Cappelli al 50,5%. Dopo le 23 erano ancora quattro le sezioni che mancavano perché ci sono state difficoltà e contestazioni per il voto disgiunto (un voto per il candidato sindaco e un voto per un altro schieramento per il candidato al consiglio comunale possibilità offerta per i Comuni sopra i 15mila abitanti). I presidenti hanno dovuto iniziare di nuovo il conteggio.
 Alle 23,30 ne mancavano ancora due, la venti di Ponte a Elsa e la 30 di S. Maria (le altre due che avevano avuto problemi erano state una a Ponzano e una nel centro). Luciana Cappelli, a questo punto, è scesa al 50,07% e il rischio ballottaggio si è toccato con mano.
 Nel Pd, però, si confidava sul fatto che le due sezioni sono tradizionalmente pozzo della sinistra. E così è stato. Luciana Cappelli ce l'ha fatta al primo turno con il 50,29%. Nel 2004 aveva avuto il 59,25%, circa 3.500 voti in più considerando comunque anche il fatto che Rifondazione era schierata con lei (a differenza di questa volta). E appena usciti i risultati elettorali, a mezzanotte, il sindaco ha fatto ingresso nella sala stampa del Comune. Era felice, nonostante tutto. «Ora non voglio guardare i numeri - ha detto - sono un fatto secondario e credo legato al dato nazionale. Da domani si riprende il lavoro». Nessuna anticipazione ha voluto dare sulla giunta. «Bisogna fare come le formichine - ha continuato il sindaco Cappelli - e impegnarsi per costruire una nuova classe dirigente». Poi l'abbraccio e la stretta di mano con Francesco Gracci che si è complimentato per la vittoria.

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