Il Tirreno

Empoli

Affitti troppo alti, chiesti sconti alla Unicoop

Marco Pagli
Affitti troppo alti, chiesti sconti alla Unicoop

La trattativa è in corso. E gli artigiani vogliono poter aprire la domenica

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EMPOLI. L’attuale fase economica è pessima. La crisi coinvolge tutti gli operatori del mercato, ma si fa più feroce contro i più piccoli: commercianti e artigiani. Al Centro Empoli sono diversi i negozianti che chiedono che sia loro concesso un po’ di respiro. Magari, come propongono alcuni, tenendo aperti gli esercizi qualche domenica in più. Oppure, come indicano altri, ottenendo una riduzione delle spese sui fondi commerciali. Le trattative con la Unicoop sono aperte già da qualche tempo. Ieri era il primo giorno dei saldi e al centro commerciale di S. Maria, già in mattinata, non era semplice trovare un parcheggio. Mai come quest’anno i saldi sono stati vissuti con un’attesa così spasmodica, sia da chi vende, sia da chi compra. Al Centro Empoli la situazione non è certo migliore rispetto ad altri luoghi. Anzi. Si dice che ancora il centro commerciale non abbia raggiunto il massimo regime di lavoro, ma che il corso generale delle vendite sta crescendo con il passare dei mesi. La presidente dell’associazione che comprende i negozi del Centro Empoli, Tamara Guazzini, ad esempio è ottimista. «Con ogni probabilità già il bilancio preventivo - spiega - sarà in positivo per gli esercizi del centro».

Tuttavia c’è anche chi ravvisa un calo rispetto ad ottobre, mese in cui fu inaugurata la struttura. Il flusso di consumatori che frequentano il centro non è soddisfaciente per alcuni operatori commerciali. Gli affari languono, mentre i costi dei fondi sono rimasti invariati. Forse è anche per questo che qualche commerciante ha iniziato a lamentarsi per le spese che deve sostenere. C’è infatti una trattativa, intavolata da tempo, tra alcuni negozianti e la direzione per ridurre alcuni costi, quelli di condominio in particolare. Alcuni correttivi sono già stati adottati. Le spese relative al condizionamento e al riscaldamento, ad esempio, sono state razionalizzate, istallando contatori per ogni negozio. Ma per molti la situazione rimane difficile. C’è poi chi ha in mente soluzioni diverse. Come, ad esempio, aumentare le domeniche di apertura del centro commerciale. «Bisognerebbe tenere aperti gli esercizi tutte le domeniche - dice il pittore Eugenio Taccini, che ha la propria bottega nella galleria esterna - non capisco come mai le domeniche si tengano aperti i musei e non i negozi. Se alcuni commercianti vogliono rimanere chiusi, che almeno lascino la possibilità di aprire a chi vuole». E come lui la pensano altri artigiani della galleria esterna.

Ci avevano provato, in aprile, ad aprire di domenica, ma erano stati richiamati dalla direzione. Adesso, dopo tanti tentativi, sembra che anche quest’ultima abbia recepito il messaggio e sta discutendo con le associazioni di categoria, con cui avrà una riunione tra qualche giorno, per ottenere l’apertura domenicale almeno una volta al mese. Altri poi, come l’arrotino Alessandro Porciani, cercano di battere strade diverse. «Stiamo cercando di organizzare conferenze a tema all’interno del centro per avvicinare le persone, per far capire loro l’importanza del nostro mestiere - spiega - domani (oggi per chi legge ndr), tra l’altro, saremo sulla trasmissione Okkupati di Rai3, per far conoscere tutte le problematiche e le opportunità che il nostro lavoro offre».

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