Il Tirreno

Empoli

Amianto, secretata la mappa dei siti pericolosi

Lucia Aterini
Amianto, secretata la mappa dei siti pericolosi

Indagine bloccata dalla Regione. Ecco dove si trova negli edifici pubblici

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EMPOLI. A quasi 40 anni dal riconoscimento delle sue insidie e a sedici anni dalla definitiva messa al bando, ancora non è chiaro dove si trova. E, soprattutto, in che condizioni si trova, cioè se le sue fibre sono libere di svolazzare in aria e dunque costituire un serio pericolo per la salute dei nostri polmoni. La Regione ha concluso alcune settimane fa una mappatura dettagliata di tutti gli edifici pubblici e aperti al pubblico dove si trova ancora. Ma ha secretato i risultati. L’assessore Anna Rita Bramerini ha negato l’accesso a questi dati. Attraverso una nostra ricerca “artigianale” su Comune e Circondario è stato possibile individuare quattro luoghi, di cui due scuole, dove ancora è presente. «Tutte situazioni sotto controllo», spiegano comunque i due enti. Ma il patrimonio con amianto friabile, quello dove la semplice pressione delle dita può provocare la liberazione di fibre e che rappresenta il principale elemento di rischio, è immenso. Case, aziende, soffitti, cantine, intercapedini, questo pericoloso materiale si nasconde ancora ovunque. Non tutto è a rischio, bisogna vedere in che condizioni di conservazione si trova.

Dal punto di vista normativo, come spiega l’Arpat, chi si trova ad avere questo materiale in cattivo stato, spesso sotto forma di eternit, deve provvedere a rimuoverlo con l’intervento di aziende specializzate, L’Asl controlla le opere di rimozione, gli smaltimenti. E dà delle indicazioni sui lavori. Dall’inizio dell’anno ha fatto un centinaio di controlli sugli interventi in corso. La Regione ha realizzato la mappatura dell’amianto per poi individuare i siti da bonificare. Il lavoro è stato affidato all’Arpat e al Sira (Sistema informatico ambientale della Toscana) che sta curando la realizzazione di una banca dati. Lo scorso anno, in tutta la Toscana, sono state inviate 17mila lettere ad enti, aziende, agenzie con la richiesta di informazioni sulla presenza di amianto. Ma poi non è stato possibile sapere dove ci sono situazioni in cui è necessaria la bonifica. Quali sono le grandi aziende che hanno questo problema. Oppure gli insidiosissimi siti industriali abbandonati. Rispetto agli edifici del Circondario, si trova ancora amianto sulla copertura dell’istituto Enriques a Castelfiorentino e al liceo artistico di Empoli, in via Fucini (che sono di competenza del Circondario Empolese Valdelda).

Per il Comune, invece, l’eternit si trova sulla copertura dell’archivio storico e nella controsoffittatura del palazzo delle Esposizioni. All’epoca venne realizzata con un intonaco fonoassorbente che conteneva anche fibre d’amianto. «Si tratta di una presenza residuale - spiegano i due enti - non pericolosa per i cittadini». Il Comune, tra l’altro, affida a un’azienda specializzata un’indagine ogni sei mesi. «Non ci sono casi che possono destare allarme - spiega ancora il Comune di Empoli - perché in questi anni è stata portata avanti un’opera di bonifica e di sostituzione. Così per esempio accadrà alla copertura dell’archivio storico per cui tra poco ci sarà la gara d’appalto». Anche in altri casi è in via di sparizione. Come nella ex caserma dei vigili del fuoco di Empoli. Dove presto ci sarà la bonifica perché ci verranno realizzati 30 appartamenti. Ma dove il cemento amianto non è sotto controllo, oppure si trova in un insediamento in stato di abbandono? Quali sono le condizioni in cui si trova? I cittadini, grazie alla Regione, devono rimanere con la curiosità.

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