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Empoli

La società contesta l'inversione di campo

David Biuzzi
La società contesta l'inversione di campo

Domani la richiesta di chiarimenti all’Uefa: incerte le date delle sfide con lo Zurigo

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EMPOLI. Di sicuro c’è la data, il 20 settembre. E’ il giorno in cui l’Empoli consumerà il suo storico debutto europeo, giocando la gara di andata del primo turno di Coppa Uefa contro lo Zurigo. Ancora, però, non si sa con esattezza dove succederà. O meglio, il sito dell’Uefa, aggiornato venerdì pomeriggio alle 16,50, non ha dubbi: Empoli-Zurigo al Castellani. E probabilmente sarà così. Ma i dirigenti azzurri, però, non si arrendono all’inversione di campo e vogliono farsi sentire.

La decisione d’ufficio, infatti, sarebbe arrivata in base al comma 6 dell’articolo 10 del regolamento secondo cui non è possibile che due squadre divide da meno di 50 km di distanza disputino una gara europea in casa nello stesso giorno. L’inversione sarebbe toccata all’Empoli, dunque, perché a parità di ranking la Fiorentina aveva una classifica migliore nello scorso campionato. Il problema, però, è che le interpretazioni del regolamento non sono tutte uguali. Secondo l’Empoli, infatti, solo in tre avrebbero diritto di chiedere e ottenere l’inversione in un caso del genere: l’Empoli, la Fiorentina e la Lega Calcio.

E nessuno - questo è sicuro - ha inoltrato una richiesta del genere. La tesi, peraltro, è accreditata dal fatto che lo Zurigo avesse domandato con insistenza all’ad Ghelfi, a Montecarlo, di invertire i campi. Se fosse stato scontato per il regolamento non c’era bisogno di chiederlo. Comunque ieri gli uomini del presidente Corsi hanno chiesto chiarimenti in Lega. Da Milano si sono subito attivati, ma gli uffici dell’Uefa a Nyon erano chiusi. Se ne riparlerà domani, insomma, anche se è difficile cercare di capire con quante e quali speranze. Anche perché in questo come in altri casi simili l’ultima parola spetta sempre all’organismo presieduto da Platini.

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