Ricette facili, otto medici risarciranno l'Asl
Sabrina Chiellini
Giancarlo Giannetti
Giancarlo Giannetti
Hanno prescritto farmaci a carico dello Stato anche quando non era possibile. A un professionista sono stati chiesti ben 8.500 euro
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MONTOPOLI. Otto medici dell'Asl 11 (Empoli, Valdarno e Valdelsa) sono stati chiamati a risarcire l'azienda per avere prescritto farmaci senza osservare le relative note, stabilite a livello nazionale, che specificano in quali casi un medicinale è a carico dell'Asl e quando, invece, deve essere pagato dal cittadino, come gli altri farmaci di fascia C. La cifra richiesta a un solo medico è di 8.500 euro.
A sollevare il problema è un medico di medicina generale di Montopoli, Massimo Tesi. Ma il controllo della spesa farmaceutica è diventato di routine, nelle piccole come nelle grandi realtà. «Fino a poco tempo fa la sanità - dice Tesi - era un fiore all'occhiello della Toscana rispetto anche al panorama nazionale». Ultimamente tra la categoria dei medici e chi amministra la sanità sono in atto una serie di contenziosi. «Certe scelte politico-amministrative a livello sia regionale che locale - dice Tesi - e certi episodi lasciano perlomeno perplessi i cittadini e fanno crescere il malumore tra i medici di famiglia ed i colleghi ospedalieri».
Si è cominciato pochi mesi fa con la soppressione di alcuni punti di guardia medica, «nel nome dell'ottimizzazione della spesa sanitaria. Ma, secondo i medici, ignorando i bisogni della gente. I cittadini sono stati subito ricompensati imponendo ai medici «di famiglia di ritornare a lavorare il sabato mattina rinunciando ai corsi di aggiornamento professionale». I medici potranno aggiornarsi durante la settimana, pagando i sostituti e rimettendo il conto all'Asl, «che alla fine viene a spendere molto di più mentre i cittadini subiranno ulteriori disagi». Ma Tesi punta il dito sul conto che è stato presentato ad alcuni colleghi: «Come se non bastasse, alcuni medici della nostra Asl, sono stati chiamati a pagare di tasca loro somme non trascurabili, anche 8.500 euro, per farmaci prescritti a carico del servizio sanitario nazionale in contrapposizione a quanto imposto da alcune note che prevedono tali farmaci a carico dei cittadini stessi».
La difesa del medico, che pure non rientra tra quelli che dovranno mettere mano al portafoglio, è chiara: «Molte di queste note sono di difficile interpretazione e applicazione: il medico di famiglia, che conosce molto bene i bisogni dei suoi assistiti, potrebbe essere indotto ad applicarle in maniera estensiva se vuole che il malato si curi al meglio con quei farmaci che altrimenti non potrebbe comprare».
Ma c'è di più. «Tutto questo avviene, si noti bene, in una Asl come la nostra che ha il più basso livello di spesa farmaceutica in tutta la Toscana, grazie anche alle competenze di farmaco-economia raggiunte da miei colleghi».
Secondo Tesi, la vicenda dei medici chiamati a risarcire l'Asl va a braccetto con quella del licenziamento di due ginecologi dell'ospedale di Empoli, nonostante il parere contrario del comitato dei garanti previsto dal contratto di lavoro e aggiunge un ulteriore elemento di malumore nei confronti della direzione dell'Asl 11. «Così le risorse risparmiate grazie al mio attento lavoro saranno buttate in cause, processi ed eventuali indennizzi. Potrebbe essere un caso, ma questi episodi sono avvenuti da quando, con le Società della salute, i politici hanno cominciato ad occuparsi anche di sanità».
I medici, che recentemente hanno anche scioperato, sono sul piede di guerra. «Le imposizioni muscolari della Regione e delle Asl stanno creando nella classe medica sacche di dissenso nei confronti dei dirigenti e disaffezione su temi importanti come l'aggiornamento professionale o la farmaco-economica con ripercussioni imprevedibili su tutto il sistema sanitario toscano». Non manca la risposta dell'Asl 11. I medici sanno che la mancata o errata applicazione delle note dei farmaci può comportare un aggravio di spese per il sistema sanitario e che il medico può essere chiamato a pagare di tasca propria. La richiesta ricevuta dai medici non è stata un fulmine a ciel sereno e, soprattutto, li accomuna a quanto avviene in altre Asl. «In certe alcune - spiega un medico - l'Asl ha fatto addirittura intervenire la finanza».
A sollevare il problema è un medico di medicina generale di Montopoli, Massimo Tesi. Ma il controllo della spesa farmaceutica è diventato di routine, nelle piccole come nelle grandi realtà. «Fino a poco tempo fa la sanità - dice Tesi - era un fiore all'occhiello della Toscana rispetto anche al panorama nazionale». Ultimamente tra la categoria dei medici e chi amministra la sanità sono in atto una serie di contenziosi. «Certe scelte politico-amministrative a livello sia regionale che locale - dice Tesi - e certi episodi lasciano perlomeno perplessi i cittadini e fanno crescere il malumore tra i medici di famiglia ed i colleghi ospedalieri».
Si è cominciato pochi mesi fa con la soppressione di alcuni punti di guardia medica, «nel nome dell'ottimizzazione della spesa sanitaria. Ma, secondo i medici, ignorando i bisogni della gente. I cittadini sono stati subito ricompensati imponendo ai medici «di famiglia di ritornare a lavorare il sabato mattina rinunciando ai corsi di aggiornamento professionale». I medici potranno aggiornarsi durante la settimana, pagando i sostituti e rimettendo il conto all'Asl, «che alla fine viene a spendere molto di più mentre i cittadini subiranno ulteriori disagi». Ma Tesi punta il dito sul conto che è stato presentato ad alcuni colleghi: «Come se non bastasse, alcuni medici della nostra Asl, sono stati chiamati a pagare di tasca loro somme non trascurabili, anche 8.500 euro, per farmaci prescritti a carico del servizio sanitario nazionale in contrapposizione a quanto imposto da alcune note che prevedono tali farmaci a carico dei cittadini stessi».
La difesa del medico, che pure non rientra tra quelli che dovranno mettere mano al portafoglio, è chiara: «Molte di queste note sono di difficile interpretazione e applicazione: il medico di famiglia, che conosce molto bene i bisogni dei suoi assistiti, potrebbe essere indotto ad applicarle in maniera estensiva se vuole che il malato si curi al meglio con quei farmaci che altrimenti non potrebbe comprare».
Ma c'è di più. «Tutto questo avviene, si noti bene, in una Asl come la nostra che ha il più basso livello di spesa farmaceutica in tutta la Toscana, grazie anche alle competenze di farmaco-economia raggiunte da miei colleghi».
Secondo Tesi, la vicenda dei medici chiamati a risarcire l'Asl va a braccetto con quella del licenziamento di due ginecologi dell'ospedale di Empoli, nonostante il parere contrario del comitato dei garanti previsto dal contratto di lavoro e aggiunge un ulteriore elemento di malumore nei confronti della direzione dell'Asl 11. «Così le risorse risparmiate grazie al mio attento lavoro saranno buttate in cause, processi ed eventuali indennizzi. Potrebbe essere un caso, ma questi episodi sono avvenuti da quando, con le Società della salute, i politici hanno cominciato ad occuparsi anche di sanità».
I medici, che recentemente hanno anche scioperato, sono sul piede di guerra. «Le imposizioni muscolari della Regione e delle Asl stanno creando nella classe medica sacche di dissenso nei confronti dei dirigenti e disaffezione su temi importanti come l'aggiornamento professionale o la farmaco-economica con ripercussioni imprevedibili su tutto il sistema sanitario toscano». Non manca la risposta dell'Asl 11. I medici sanno che la mancata o errata applicazione delle note dei farmaci può comportare un aggravio di spese per il sistema sanitario e che il medico può essere chiamato a pagare di tasca propria. La richiesta ricevuta dai medici non è stata un fulmine a ciel sereno e, soprattutto, li accomuna a quanto avviene in altre Asl. «In certe alcune - spiega un medico - l'Asl ha fatto addirittura intervenire la finanza».
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