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Coronavirus, l'Empolese Valdelsa zona rossa da lunedì 22

Coronavirus, l'Empolese Valdelsa zona rossa da lunedì 22

La decisione del presidente regionale Giani anticipata dal sindaco di Montespertoli . Da lunedì 22 sull'intero territorio saranno chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado, compresi i servizi educativi e per l’infanzia

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EMPOLI. L'Empolese Valdelsa in zona rossa da lunedì 22 almeno per una settimana. La decisione, attesa per il pomeriggio di venerdì 19, è stata anticipata dal sindaco di Montespertoli, Alessio Mugnaini.

Che, in un post su Facebook, ufficializza come l'ulteriore restrizione per dieci Comuni del circondario (Fucecchio è in zona rossa già da lunedì scorso insieme agli altri territori del Cuoio) sia già stata presa del presidente della Regione, Eugenio Giani, e comunicata ai sindaci in una riunione consumata nella tarda serata di giovedì 18.

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Il primo cittadino di Montespertoli, peraltro, non ha nascosto il proprio disappunto visto che il suo Comune ha i dati più bassi di tutta la zona. "Non ce la meritiamo - scrive - ma prevale la logica di distretti sanitart".

La notizia è stata poi confermata dal presidente dell'Unione dei Comuni, il sindaco di Castelfiorentino Alessio Falorni, che ha spiegato che anche la zona del Cuoio sarà confermata in zona rossa e il Comune di Barberino-Tavarnelle, al confine con la Valdelsa, subirà le stesse restrizioni.

La spiegazione della decisione. L'intero territorio della Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa da lunedì 22 sarà zona rossa. Quindici comuni tra le province di Firenze e Pisa, per un totale di oltre 240 mila abitanti, rispetteranno le restrizioni massime previste dal DPCM nel tentativo di ridurre il tasso di contagio che oggi supera i 435 casi ogni 100mila abitanti (la soglia di allerta per passare in zona rossa è fissata a 250), con punte in alcuni comuni del Comprensorio del Cuoio, già in zona rossa da una settimana, superiori a quota 600.

Ai 15 si unirà anche il comune confinante di Barberino Tavarnelle che ieri ha partecipato col sindaco David Baroncelli all'incontro tra il presidente della Regione Eugenio Giani e i primi cittadini dell’Empolese Valdelsa e del Valdarno inferiore.

La scelta di Giani, condivisa dai sindaci, è quella di seguire le ultime indicazioni del decreto ministeriale che non parla più soltanto di regioni e province ma che prevede provvedimenti più restrittivi anche per aree omogenee sub provinciali.

“Per abbassare la curva contagio serviva un provvedimento per l'intera area – ha commentato il presidente della SdS Alessio Spinelli – oggi nella situazione in cui ci troviamo non ha più senso fare valutazioni per singoli comuni”.

Altre aree in zona rossa

Anche per questo motivo nell'incontro di ieri sera col presidente Giani sarebbe emersa la volontà di istituire altre zone rosse in Toscana oltre alle province di Arezzo, Pistoia e Prato. “Anche altri comuni a noi vicini – spiega Spinelli – si trovano in situazioni delicate e non mi sorprenderei di vedere estesa ulteriormente la zona rossa”.

Situazione ospedali

La zona rossa, oltre che dai dati relativi ai contagi, è fortemente consigliata anche dalla situazione degli ospedali. La pressione sui nosocomi di Empoli, Fucecchio e San Miniato è a livelli massimi e negli ultimi giorni si è intensificata anche sugli ospedali dell'area fiorentina, precludendo così la possibilità di trasferimento dei malati in altre strutture sanitarie all’interno dell’Asl.

“Una situazione veramente soffocante – dichiara il presidente della SdS, Alessio Spinelli – che dobbiamo migliorare a tutti i costi. Se la pressione sulle nostre strutture non diminuisce il rischio di non poter curare le persone potrebbe diventare veramente concreto”.

Scuole chiuse

Da lunedì 22 marzo sull'intero territorio saranno chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado, compresi i servizi educativi e per l’infanzia. Il contagio negli istituti scolastici non sembra essere particolarmente diffuso ma nell'incontro con il presidente Giani sono emerse anche le preoccupazioni del Comitato Tecnico Scientifico nazionale che sembrerebbe preoccupato da un possibile contagio “sotterraneo” nelle scuole, un contagio poco visibile dato dal fatto che la maggior parte degli studenti risultati positivi non manifestano sintomi.

“Per avere certezza che nelle scuole il tasso di contagio sia effettivamente basso – sostiene Spinelli – sarebbe necessario procedere a controlli a tappeto su tutti gli istituti facendo migliaia di tamponi agli studenti, un po’ sulla falsariga di quanto facemmo in alcune scuole a settembre prima della riapertura. In ogni caso voglio ricordare che le scuole formalmente non saranno chiuse: rimarranno aperte per sostenere gli alunni disabili e i bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali che continueranno a frequentare le aule insieme a piccoli gruppi di loro compagni che saranno presenti a rotazione. Ritengo che questa sia una scelta che ci fa comprendere come per le nostre comunità i bisogni sociali e relazionali non sono considerati inferiori a quelli sanitari”.

Ristori

I ristori previsti allo studio del prossimo Decreto quinquies del Governo per le attività economiche costrette alla chiusura non riguarderanno soltanto le Regioni in zona rossa ma comprenderanno anche le attività in zone rosse provinciali e subprovinciali come l’Empolese Valdelsa e il Valdarno inferiore. Il provvedimento sarà anche retroattivo e quindi terrà conto anche delle situazioni pregresse alla pubblicazione. 

Controlli.Su tutta l'area saranno estesi i controlli per verificare il rispetto delle restrizioni da parte delle persone, sia attraverso la Polizia Municipale sia da parte delle forze dell'ordine grazie alla collaborazione con le Prefetture di Firenze e di Pisa che hanno garantito collaborazione e invio di uomini sul territorio. Ogni comune, inoltre, se lo riterrà opportuno potrà emettere ordinanze ancora più restrittive rispetto a quelle generali per situazioni specifiche nelle quali è ancor più necessario limitare il rischio di contagio.

Le reazioni. “Montespertoli ha un indice di contagio pari a 178 ogni 100mila abitanti, ben lontano dal limite di 250 che fa scattare la zona rossa. Eppure, da lunedì, per decisione delle autorità regionali, entrerà in lockdown, a causa, pare, della pressione sull’ospedale di Empoli. I montespertolesi, che tra l’altro per buona parte si servono dei servizi ospedalieri fiorentini e non di quelli empolesi, non meritavano la zona rossa che come conseguenza avrà la chiusura delle scuole e di tantissime attività commerciali. Non la meritavano perché, rispettando le regole, erano riusciti a tenere basso l’indice di contagio nel nostro territorio ma nonostante questo subiranno pesantissime ripercussioni economiche e sociali”. Così il capogruppo Niccolò Macallè e i consiglieri comunali di Progetto Montespertoli Andrea Migliorini, Margherita Sergi, Carlo Guiducci e Luciana Morelli.

“Adesso la regione, tra le poche che in Italia non ha ancora varato un piano di ristori in sostegno di tutte le attività commerciali, trovi le risorse necessarie a rimborsare delle perdite le aziende colpite. Perché la responsabilità delle chiusure non sta nei comportamenti dei cittadini ma nelle carenze del sistema sanitario regionale che in un anno non è riuscito ad organizzarsi e a rispondere adeguatamente alla pandemia” concludono i consiglieri.

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