Il presidio
Calci e pugni ai poliziotti: arrestato
Era stato fermato durante un controllo, alla richiesta di svuotare le tasche ha reagito con violenza
EMPOLI. Fermato per un controllo ha reagito aggredendo i poliziotti con calci e pugni. Ma è stata bloccato ed arrestato.
E' stato l'esito di una giornata di controlli sul territorio, quella di mercoledì 9 dicembre, che ha visto impegnati gli agenti del commissariato di Empoli con il supporto di pattuglie del Reparto prevenzione crimine Toscana. Controlli scattati nel primo pomeriggio in piazza Don Minzoni, in particolare sulle panchine poste al centro della piazza e presso un esercizio pubblico, dove si procedeva alla identificazione delle persone presenti.
Subito dopo il teatro delle operazioni è diventato viale Buozzi, dove controllavano un giovane che, all’arrivo della loro autovettura, cercava di allontanarsi andando verso la banchina di accesso alla stazione. Il soggetto veniva ugualmente raggiunto e fermato per un controllo. Gli agenti lo identificavano pe un cittadino nigeriano di anni 27, residente a Firenze e, sentendo un forte odore di marijuana, gli chiedevano di svuotare le tasche, ma per tutta risposta questi spintonava un agente e cercava di darsi alla fuga, ma gli altri due colleghi riuscivano a trattenerlo per il giubbotto ed a bloccarlo, nonostante ricevessero pugni e calci dal cittadino nigeriano che opponeva resistenza.
Condotto in ufficio, veniva trovato in possesso di 5 involucri custoditi in tasca e contenenti grammi 15 circa di sostanza stupefacente tipo marijuana e di 75 euro in banconote di vario taglio, tutto sequestrato. I tre poliziotti venivano poi accompagnati presso il pronto soccorso perché tutti lamentavano contusioni varie, e due agenti erano refertati come guaribili in giorni 7 ciascuno per contusioni e colpi vari ricevuti, mentre il terzo agente era giudicato guaribile in giorni 40 per una sublussazione alla mano destra.
Il cittadino nigeriano veniva pertanto arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Di tutto veniva informato il pubblico ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, il quale disponeva che l’indagato venisse trasferito presso le camere di attesa della Questura di Firenze, per poi essere sottoposto al processo per direttissima.
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