Sicurezza
Denise Tonelli, da ex calciatrice a prima donna dell’AS Vada
Cresciuta nell’ambiente granata, è l’unica “quota rosa” nel consiglio della società. «È nato tutto per scherzo, poi la mia passione per il calcio ha avuto la meglio»
VADA. Una donna nel Consiglio granata. Denise Tonelli, cresciuta a pane e pallone, è l’unica “quota rosa” presente ufficialmente nei ranghi del Vada. Una presenza formalizzata da poco a livello di organico, ma Denise al “Silvio Gori” è praticamente di casa da sempre, avendo passato e passando qui gran parte del suo tempo libero. «Si può dire che il sangue granata mi scorre abbondantemente nelle vene – spiega l’interessata – mio nonno, Beppe Tonelli, negli anni ’80 era consigliere e mio padre Franco è stato custode e massaggiatore della società, quindi il Vada è una tradizione di famiglia». Un amore per il calcio che è davvero una questione di sangue e che prosegue di generazione in generazione, visto che suo figlio Manuel Dorsi, classe 2008, gioca negli Allievi granata. Una passione che il bimbo ha ereditato dalla madre: «A fine anni ’80 anch’io giocavo a pallone, mi piaceva giocare in difesa. All’epoca una ragazzina che giocava a pallone era poco più che una rarità, sì. Giocavo con i maschietti, avevo dieci anni, poi non potevo più proseguire per il discorso del limite d’età. C’era una squadra femminile a Rosignano ma sai, per motivi campanilistici babbo non mi ci mandò».
Com’è arrivata la decisione di entrare ufficialmente a far parte della società?
«È iniziato tutto per scherzo da qualche anno, ironicamente al campo dicevo ai dirigenti: “Vedrete, quando entrerò nel Consiglio vi metterò tutti in riga”, poi col tempo l’idea ha preso corpo ed eccomi qua. Fu Fabio Lacci a chiedermi se volevo entrare e ora sono pronta a mettermi a disposizione. Partecipo sempre attivamente tutte le domeniche facendo ciò che c’è da fare, dò da mangiare ai ragazzi della prima squadra e naturalmente non mi perdo mai una partita, neanche una trasferta. Solo una volta sono mancata quest’anno, ma solo perché eccezionalmente c’era la partita di mio figlio spostata rispetto al suo solito orario. Anche in questi giorni durante la Sagra del Ranocchio aiuto in cucina».
Qual è la sua occupazione?
«Ho un negozio di parrucchiere a Cecina. Gestire un’attività, seppure piccola, penso mi possa essere d’aiuto in questo nuovo compito che mi sono presa. Sono abituata a prendere decisioni per gestire al meglio il negozio e soddisfare nel migliore dei modi possibili la mia clientela. Penso che si possa applicare lo stesso discorso anche al ruolo di un consigliere. Siamo in tredici, compreso il presidente Federico Ficcanterri e anche in una società come la nostra ci sono da prendere quotidianamente delle decisioni che hanno delle ripercussioni sull’attività sportiva. Ad esempio, c’è da comprare nuove reti, nuovi palloni, decidere se noleggiare o comprare un pullman per la squadra. Partecipare attivamente alle riunioni e decidere per il meglio. Mentre le decisioni sul calcio mercato le prenderanno giustamente altre persone».
A proposito di calcio mercato, il Vada ha condotto un’ottima campagna acquisti. Dopo la finale playoff dell’anno scorso l’asticella si è ulteriormente alzata, volete vincere il campionato?
«Sì, l’asticella si è alzata dopo l’ultima stagione, ma staremo a vedere. Per scaramanzia forse è meglio non dire nulla».
Qual è l’obiettivo verso cui mirate a livello societario?
«Vogliamo radicarci ancora di più nel paese, spero ci sia più aggregazione qui al campo, al di là della partita domenicale. Vorrei che questo diventasse un punto di ritrovo per grandi e piccini. Spero di essere all’altezza dell’incarico».
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