Il Tirreno

La storia

Rosignano, chiude con il calcio ma i compagni lo convincono a tornare a giocare

di Michele Falorni
Sa sinistra Tei, responsabile del settore giovanile, il presidente del Rosignano calcio 1922, Nelli, il giocatore Signorello la giornalista Meini, capocronista del Tirreno e l’allenatore Cappannari (Foto Falorni/Silvi)
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Sa sinistra Tei, responsabile del settore giovanile, il presidente del Rosignano calcio 1922, Nelli, il giocatore Signorello la giornalista Meini, capocronista del Tirreno e l’allenatore Cappannari (Foto Falorni/Silvi)

La squadra premiata dal Tirreno per il fair play

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ROSIGNANO.  Dal finale di stagione degli Juniores provinciali biancoblù sbuca una bella storia: quella di uno dei giocatori del Rosignano Solvay 1922 tornato al calcio dopo averlo lasciato. Per merito dei suoi compagni. Tutti pronti a scommettere sul gioco di squadra, sull’affetto e sul rispetto per convincerlo a rientrare. Una scommessa vinta, che alla società è valso il premio fair play, consegnato da Il Tirreno sabato scorso durante la festa per l’Atleta dell’anno 2022 organizzata dall’Agenzia dello sport di Rosignano in collaborazione con il Comune al teatro Solvay. Simone Cappannari non è soltanto l’allenatore degli Juniores (che seguirà anche nella prossima stagione) ma nel caso specifico un amico capace di ascoltare e capire, lasciando ai suoi tesserati la possibilità di ricomporre le tessere del mosaico, senza forzature. Dunque: i ragazzi hanno chiuso il torneo di categoria, dove non ci sono retrocessioni, affrontando avversari diversi, a partire dagli infortuni che ne hanno condizionato non poco il cammino. Alla fine, primavera inoltrata, hanno ritrovato la giusta rotta. Ma per una volta le posizioni in classifica non c’entrano niente con il vero scoglio che la squadra si è trovata ad affrontare. «Conoscevo il problema – ha spiegato il mister durante la premiazione – l’abbiamo affrontato per la prima volta a marzo, durante il girone di ritorno. Il giocatore, un ragazzo con noi da tempo, ha chiesto di smettere, forse per mancanza di motivazioni con un messaggio sulla chat del gruppo. A trovare la soluzione non sono stato io, ma i suoi compagni che, è giusto sottolinearlo, sono la seconda squadra della nostra società. Non hanno perso un minuto – racconta Cappannari – e sono andati da Sauro Masini e Luciano Tei, i nostri dirigenti, a spiegare la questione e a dire loro che non volevano perderlo. E così lo hanno chiamato e ci hanno parlato, dimostrandogli la loro amicizia. Credo sia stato essenziale, perché il ragazzo ha capito quanto il gruppo lo abbia apprezzato: lui sa giocare a calcio, è forte, ma aveva bisogno del supporto del gruppo».

Una storia a lieto fine. Ma c’è di più, complice la sensibilità dei tesserati. «Mi è piaciuto lo spirito di inclusione che è subito emerso – conclude Cappannari – e il modo in cui la squadra ha cercato le soluzioni. Sono stati tutti accoglienti, dimostrando a lui e a sé stessi di volersi bene. Il gruppo è unito e l’epilogo della vicenda lo dimostra. Il giovane è rientrato e insieme abbiamo concluso il campionato superando pure gli imprevisti». L’allenatore ritroverà la rosa all’inizio della preparazione, quando imposterà il programma per il 2023-2024. Con la certezza di allenare adolescenti ai quali non mancano certo le doti umane. Sul palco, con il teatro pieno, insieme a lui e ai dirigenti è salito Ermanno Signorello, che a nome dei suoi compagni ha ricevuto il premio fair play consegnato dalla capocronista del Tirreno Maria Meini. Con un grande applauso allo spirito di squadra e all’empatia mostrata dai ragazzi.




 

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