«La nostra forza sta nella difesa: ecco come torneremo in serie B»
Sintecnica Il punto con coach Da Prato tra campionato e Coppa Toscana
CECINA. Una Final Four di Coppa Toscana da giocare (e da vincere, per rispettare le aspettative dei tifosi) , una leadership in campionato da difendere e una promozione in serie B da conquistare per quello che – dopo appena un anno in serie C Gold – sarebbe un clamoroso rientro nella categoria che più le compete. La Sintecnica Basket Cecina ha affrontato con queste certezze le festività natalizie e si prepara a tornare in palestra per riprendere gli allenamenti. Arrivati a fine anno e quasi al giro di boa del campionato, abbiamo scambiato qualche parola con uno degli artefici della stagione cecinese, il coach Andrea Da Prato.
Coach, la prima parte di stagione ha visto la sua squadra recitare un ruolo da protagonista. È sorpreso o i risultati sono in linea con le attese?
«Sicuramente c’è da dire che siamo molto contenti. Io come allenatore e tutto lo staff tecnico siamo soddisfatti: 11 vittorie su 13 partite, con le due sconfitte arrivate comunque per il rotto della cuffia in favore dei nostri avversari, ci fanno essere primi in classifica a Natale. Difficile vedere lati negativi sotto questo profilo. Devo dire che siamo in linea con il programma che ci eravamo prefissati: fare un buon campionato e provare a risalire subito, ottenendo la promozione nella nuova serie interregionale che, con tutta probabilità, sarà poi nominata B2. Tutto questo senza dimenticarci che siamo tra le prime quattro formazioni in Coppa Toscana, rispetto alle 32 di partenza».
Dopo quattro mesi di lavoro, quali sono i pregi e i difetti della sua squadra?
«Tra i difetti c’è sicuramente il fatto che spesso non partiamo con grande impeto. Nei primi minuti facciamo fatica a livello difensivo e concediamo troppi tiri aperti da 3 senza contrasto. È però vero che le partite non si decidono in 10 minuti e dopo siamo bravi a recuperare. Tra i pregi c’è sicuramente la difesa: sono molto orgoglioso del fatto che siamo la miglior difesa e il secondo miglior attacco del girone. Come si dice, gli attacchi vendono i biglietti e le difese vincono i campionati».
L’obiettivo dichiarato è salire di categoria, ma la ripartenza si fonda anche sui giovani. Quanto supporto ha trovato in questo dai meno esperti come Pellegrini, Ticà e Bartoli?
«La società, nella sua ripartenza, ha posto grande attenzione sul settore giovanile e l’auspicio di tutti è riuscire ad avere in futuro una prima squadra con quanti più cecinesi possibile. A livello di singoli, non potevamo non dare spazio a giocatori come Pellegrini che, nelle stagioni passate, ha fatto le ragnatele in panchina mentre quest’anno è partito spesso nel quintetto base, ripagando la fiducia. Pietro Ticà è un grande talento e ha saputo dimostrarlo rispondendo sempre presente appena è chiamato in causa, così come Bartoli. Voglio anche aggiungere, al di là della prima squadra, che un giocatore cecinese, l’under 15 Giulio Roventini, è tornato a vestire la casacca azzurra della Nazionale dopo tanti anni. Un risultato eccellente che non arrivava dai tempi di Lorenzo Caroti».
L’obiettivo di inizio stagione, oltre ai risultati sportivi, era riportare il pubblico al PalaPoggetti. Si sente di averlo già raggiunto?
«Sicuramente noi facciamo del nostro meglio: è logico che non possiamo andare a casa delle persone a prenderle per portarle sugli spalti quando giochiamo. Scherzi a parte, vogliamo continuare così e vogliamo far divertire la gente che decide di supportarci. Ho soprattutto piacere del fatto che sono sempre di più i ragazzini che vengono a vedere le partite: un bel segnale che dimostra quanto di buono stiamo facendo, perché è da loro che si rigenera l’entusiasmo».
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