Il Tirreno

La passione

Umberto Guerrini come Rocky. Dopo 30 anni torna sul ring e vince

di Michele Falorni
Umberto Guerrini come Rocky. Dopo 30 anni torna sul ring e vince

Cecinese d’adozione, a 59 anni riesce a conquistare il titolo italiano di gym boxe. «A motivarmi è la passione: a breve mi preparerò per i prossimi campionati toscani»

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CECINA. Dopo trent’anni torna sul ring. Sbaraglia la concorrenza e alza al cielo la cintura di campione. No, non è la sinossi dell’ultimo film di Rocky Balboa. È la storia di Umberto Guerrini: una vita segnata da quasi sessant’anni di pugni (in verità ne compirà 59 alla fine del mese) .

È lui che al petto stringe oggi la Cintura di campione italiano di gym boxe, il pugilato “leggero” dove però non mancano colpi precisi e profondi. E dove servono allenamento, dedizione e tanto sacrificio per riuscire a primeggiare, specialmente a livello nazionale. A Roma, sul ring del PalaSantoro, Guerrini ha combattuto e vinto nella categoria sotto i 69 chili: lui – che pesa 65 chili ed è tesserato per l’Asd Uppercut Cecina, la palestra diretta da Angelo Salvemini (tra l’altro suo ex allievo) che da via Montenevoso si è spostata in via del Poggetto a Poggiogagliardo- è salito sul primo gradino del podio meritandosi gli applausi degli addetti ai lavori e i complimenti di tutto il pubblico.

La storia di Umberto, livornese di nascita e cecinese d’adozione, merita di essere raccontata. Perché tornare tra le corde trent’anni dopo l’ultimo incontro non è semplice e nemmeno scontato.

«Sono molto contento – racconta – perché nella gym boxe a scavare la differenza sono la tecnica, l’impostazione dei colpi e il controllo. Le riprese sono tre da un minuto, con un minuto di intervallo tra una e l’altra. In tutto ho disputato tre incontri, due di mattina e uno di pomeriggio: le eliminatorie contro Vittoriano Cuccu della Boxing Club Cagliari, la semifinale con Paolo Piromalli (Gladiators) e la finale con Roberto Volpato della Pugilistica Ruga. Mi sono divertito e ho ripensato a quando, nel 1992, in provincia di Ferrara disputai il mio ultimo combattimento, almeno fino a oggi. L’avversario era Massimo Bertozzi, categoria Pesi leggeri: oggi, come allora, ho vinto io».

Autista di autobus per Autolinee Toscane, non ha mai mollato la palestra e la tabella degli allenamenti, che lo hanno scortato un decennio dopo l’altro. Tra sacchi e attrezzi è sempre tornato, mantenendo la forma fisica in attesa del rientro. «A motivarmi è la passione – prosegue – e poi mi diverto. Ogni volta preparo tutti i colpi, ma i migliori sono il diretto destro e il montante sinistro. La voglia di mettermi in gioco non mi manca: ora preparerò i campionati toscani al via entro l’anno».

Tecnico di secondo livello, a Poggiogagliardo insegna ai bambini e a chi, per curiosità o per misurarsi con sé stesso, vuole provare la gym boxe. Un gruppo si è già formato e lavora sodo. Insieme ad Angelo, poi, segue gli agonisti.

Per lui, classe 1963, trovare l’equilibrio tra vita privata e ring non è difficile. Corre e cammina volentieri, ama il trekking e la scoperta dei luoghi, ha praticato windsurf e ha indossato il primo paio di guantoni a 12 anni. «Ho disputato il primo match nel 1981 a Livorno – ricorda Guerrini – non ero ancora maggiorenne e le riprese furono tre. Sono stato anche professionista dal 1987 al 1992. In tutto, comprese le sfide da dilettante, ho disputato 40 incontri». Nella capitale è stata un’esperienza che si è conclusa nel migliore dei modi con la conquista della cintura che Salvemini ha già chiuso nella bacheca dell’Uppercut che gestisce con Guerrini e Artur Miller. L’obiettivo è riuscire a organizzare incontri dentro la grande sala che ospita il ring, per dare ai pugili l’occasione di confrontarsi con gli avversari e di crescere dal lato tecnico e caratteriale.


 

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