Il Tirreno

IL RICORDO

40 anni fa se n’andava in uno scontro di gioco Athos Martellacci numero 1 del Palazzi

Michele Falorni
40 anni fa se n’andava in uno scontro di gioco Athos Martellacci numero 1 del Palazzi

Per commemorare la scomparsa dell’ex portiere gialloverde si terrà domani una messa nella chiesa di San Pietro e Paolo 

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Sono passati quarant’anni precisi dalla morte di Athos Martellacci e le famiglie, sua e della moglie Isa Bensi, lo ricorderanno con la messa di domani, sabato 5 febbraio, alle ore 18 nella chiesa di Palazzi.

A Martellacci è dedicato il campo sportivo di via Nino Bixio, dove la società gialloverde del Palazzi-Monteverdi svolgeva e svolge ancora oggi allenamenti e partite di campionato. Alla funzione parteciperanno il consigliere delegato allo sport Mauro Niccolini, gli amici e alcuni ex giocatori che quel giorno erano in campo. Sarà, dopo i 25 anni dalla scomparsa celebrati all’inizio del 1997, l’occasione per riflettere e onorarne ancora la memoria.

Martellacci, portiere dell’Arci Palazzi, disputava a gennaio del 1982 una partita del campionato Amatori, dove all’epoca l’amicizia vinceva ancora sulla smania del risultato e la voglia di passare un pomeriggio a divertirsi prevaleva sugli eccessi agonistici. Un altro mondo, che i giocatori vivevano onorando la maglia che indossavano, organizzando una cena alla settimana, spesso il venerdì, e pensando più al gioco di squadra che ai personalismi. Lo stesso succedeva agli allenamenti, con i tesserati pronti a provare nuove soluzioni tattiche e a svagarsi dopo avere lavorato tutto il giorno. Chi c’era, racconta spesso che trovarsi negli spogliatoi dei campi, in centro città come in periferia, era un appuntamento irrinunciabile, complice il clima e la voglia di mettersi in gioco senza prendersi troppo sul serio.

Nel secondo tempo della gara, ricordano le cronache, Martellacci uscì dalla porta per prendere il pallone in mischia e, come capita, si scontrò con un avversario. Un incidente di gioco, come ne succedono spesso, che purtroppo si trasformò in tragedia. Athos morì pochi giorni dopo suscitando dolore tra la gente incredula che lo conosceva e lo stimava perché era davvero una persona perbene.

Mauro Niccolini ricorda che furono il consiglio di frazione di Palazzi e il suo presidente, Alfredo Spagnesi, a contattare per primi il sindaco Renzo Cioni, in carica dal 1980 al 1989, affinché gli fosse dedicato l’impianto dove aveva trascorso tanti pomeriggi con i compagni di casacca, anche quando militava con soddisfazione in Terza categoria. La giunta e il consiglio comunale accettarono la proposta, confermando con un gesto semplice ma pieno di significato quanto all’epoca il tessuto sociale fosse più unito rispetto a oggi e spinto – se soprattutto il caso era grave, come questo – a superare ogni divisione e a pensare all’interesse collettivo. Su richiesta della moglie, della figlia Ilaria e dei familiari di Athos, sabato si svolgerà la messa officiata da don Michele Casarosa al quale prenderà parte pure Cioni. La signora Isa terrà un breve discorso ricordando quanto il marito, sposato nel 1974, fosse altruista e benvoluto da tutti. Una targa per ricordarlo è già pronta e intanto sarà consegnata al Comune. «Siamo orgogliosi di avere dedicato il campo a Martellacci – dice Niccolini – e vicini alla famiglia in questi giorni di commemorazioni e ricordi. Come amministrazione consegneremo un pensiero alla signora Bensi».

Nella chiesa di San Pietro e Paolo arriveranno gli amici di una vita. Negli anni Novanta sono stati organizzati tornei di calcio per ricordare il portiere e l’idea sarebbe ripeterli. Se la situazione lo permetterà, la famiglia potrebbe contattare in tarda primavera il presidente del sodalizio e parlarne. Bene sarebbe coinvolgere le squadre giovanili, per onorare la memoria di Martellacci e dare ai ragazzi la possibilità di incontrarsi e confrontarsi in modo corretto, ovvero disputando la partita e rispettando le regole senza l’ossessione del risultato, in nome e per esclusivo conto dei valori che lo sport trasmette.


 

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