Da atleta a arbitro, senza confini Geri vola a Kiev: «Che emozione»
CECINA. Arbitro internazionale di arti marziali dal 2010, Roberto Geri volerà all’inizio di novembre a Kiev, in Ucraina, per i campionati Europei categoria Amatori. Aggiungerà così un’altra tappa al percorso professionale che, a dicembre, lo vedrà a Berlino per i Mondiali, dove dirigerà i migliori atleti della categoria.
Per il maestro cecinese, titolare della palestra Bushido Kai Fight Team Cecina, esiste un prima e un dopo: nel 2019 i Mondiali delle Mma a Singapore e poi, dopo chiusure e leggi stringenti, la ripartenza. Nella città a sud della Malesia fu premiato come migliore arbitro della competizione e diresse la finale. Geri frequenta le arti marziali da ragazzino: ha iniziato alle elementari con il judo e il maestro Renato Cantini, passando poi al karate con Giorgio Ugrechelize e al Kung fu contatto pieno con Giuliano Fulvi a Perugia, la città dove si è diplomato ragioniere.
Dopo l’esperienza nella Polizia di stato, è rientrato nell’azienda di famiglia per lavorare nel settore dei materiali da costruzione e allo stesso tempo ha approfondito il karate a contatto pieno e la kick boxing, dove dominano calci volanti e pugni. Classe 1964, a 35 anni ha lasciato l’agonismo divenendo allenatore federale, istruttore e infine maestro di karate (è cintura nera 5° dan) e kick boxing (6°), oltre che istruttore di Kyokushinkai, uno stile del karate ispirato al Confucianesimo e alla filosofia Zen.
Lasciato il quadrato di combattimento per indossare la giacca da giudice di gara nel 2000, Roberto ha scalato una posizione dopo l’altra, da regionale a nazionale, ottenendo nel 2010 la qualifica internazionale e divenendo responsabile del settore arbitri della federazione Wtka karate e kick boxing. Questo prima di sbarcare nella lega Fight1 e chiudersi nelle gabbie con i lottatori del circuito americano Bellator delle arti marziali miste, che prevedono pugni, calci e lotta a terra.
«Il mio viaggio nel mondo delle arti marziali – spiega Geri – è fantastico, migliora consapevolezza e sicurezza in noi stessi. Ho conosciuto numerose discipline, comprendendo come rispetto degli avversari e capacità di osservare le regole siano indispensabili per la tecnica e caratteriale. Terminato il percorso da agonista ho proseguito il cammino sostenendo altri esami per vestire la divisa da arbitro. Che, negli anni, mi ha portato in giro per l’Europa e il mondo, non prima di essermi confrontato con la nostra realtà nazionale». In palestra a Palazzi, dove allena i suoi atleti, insegna tecnica e soprattutto forza mentale, che tradotto significa trovare equilibrio interiore».
M.F.
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