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Minuti, punti e assist: Bartoli è uno show: «A Cecina ho trovato la mia dimensione»
Appena 21 anni ancora da compiere, ha ricevuto il titolo di miglior under 21 dell’intera serie B per il mese di gennaio «Qui c’è una società super che non ci fa mancare nulla e con coach Russo sto lavorando per trasformarmi in play»
CECINA. Se Lorenzo Pistillo, una sorta di suo alter ego nella pericolosità offensiva della Sintecnica Cecina, è uno che viene dalla gavetta, serie D inclusa, Saverio Bartoli sembra essere invece un predestinato. Cresciuto a pane e basket, la prima è mettergli il pallone in mano è stata la madre, istruttrice di minibasket, poi passato sotto le cure dello zio, a soli 15 anni Bartoli comincia la sua carriera in giro per l'Italia, lasciando la natia Spoleto per la Stella Azzurra Roma, uno dei migliori settori giovanili d'Italia.
«All'inizio è stata dura – dice – non è facile vivere da solo a quell'età. Ma la famiglia mi è sempre stata vicina e ho avuto la fortuna di vivere sempre in ambienti sani, protettivi. Ma sono stato sempre convinto di quello che facevo, i sacrifici mi sono sempre pesati relativamente» Due anni a Siena, nella Mensa Sana Academy, con il privilegio delle finali nazionali giovanili e annusando anche l'odore della serie A (“ma solo per gli allenamenti, non sono mai sceso in campo”), una stagione in Veneto, a San Vendemiano, assaggiando per la prima volta la serie B. L'anno scorso è a Lucca, sempre in B e si comincia a fare sul serio.
«All'inizio il minutaggio era ridotto – racconta – poi a gennaio i problemi economici della società portarono alla partenza di alcuni giocatori e mi trovai a giocare parecchio. Purtroppo a fine febbraio ci fu lo stop dei campionati». In agosto arriva a Cecina, grazie alle capacità di scouting del suo allenatore Roberto Russo, uno che tiene sotto controllo un numero infinito di giovani.
«A Cecina mi sono trovato subito benissimo – continua – una squadra tutta di giovani, dove è stato più facile per ognuno di noi fare gruppo e familiarizzare. La società è super, ci protegge da tutto e non ci fa mancare niente da nessun punto di vista. Qui è facile lavorare bene e impegnarsi ogni giorno in palestra. I nostri risultati vengono anche da quello».
Stesso discorso vale anche per l'allenatore. «Sì, con Roberto mi trovo molto bene. Sta cercando di farmi giocare di più da play, un esperimento che era stato tentato anche in passato ma senza troppa convinzione. Mi piace avere il pallone in mano più che riceverlo, ma non mi dimentico mai di fare parte di una squadra, di un meccanismo».
21 anni ancora da compiere, gioca ancora da under e le sue cifre sono, semplicemente, fragorose. Quarto per minutaggio giocato (31,2), quarto realizzatore con 15,4 punti a partita, quinto nei tiri liberi (82,5) è primo nella classifica degli assist, in quella delle palle recuperate e nella più prestigiosa di tutte, quella della valutazione, con un significativo 21,2. Aggiungiamo che tira da 3 quasi con il 40%, anche se nel conteggio delle sue realizzazioni da lontano ne mancherebbe una, quella dell'ultimo secondo della partita con Firenze (“è stata una grande delusione, ma siamo stati bravi, grazie anche a Russo e alla società, a trasformare la delusione in energia positiva che ci ha aiutato a vincere le due partite successive) Il suo rendimento dell'ultimo periodo gli è valso il titolo di miglior under dell'intera serie B per il mese di gennaio. «Una cosa che non mi aspettavo perché a gennaio ho anche saltato due partite per infortunio ma che mi ha dato tanta soddisfazione. E' il mio primo anno da titolare in serie B e non potevo aspettarmi di più. Se ricapiterà? Non lo so, di certo io lavoro ogni giorno per gli obiettivi che mi sono fissato, cercando di migliorare sempre».
«E di margini di miglioramento ce ne sono – dice di lui il suo coach Roberto Russo – perchè il suo vissuto cestistico è relativamente giovane. Diciamo che negli anni passati ci si era limitati a sfruttare le sue capacità di realizzatore, noi stiamo cercando di farne un giocatore moderno, alla Basile mi verrebbe da dire, capace di giocare per gli altri ma anche per se stesso, trovando in proprio le soluzioni migliori. Ha un grande carattere, che gli permette, nonostante la giovane età, di prendersi le responsabilità più pesanti nei momenti decisivi delle partite. Il futuro è dalla sua parte».
Già, il futuro. Cosa c'è dietro l'angolo,? Ancora la B, magari in qualche squadra di vertice o canteranno le sirene della serie superiore? «Non lo so, non mi pongo limiti ma nemmeno ho l'assillo della serie A a ogni costo. Al momento mi preme solo di fare bene con Cecina dove sto benissimo. Abbiamo ancora davanti un cammino molto difficile e non dobbiamo accontentarci di quanto fatto finora. Poi, alla fine di ogni stagione, si tira una riga e si vede da dove ripartire». —
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