Meteo
«Noi Davide e loro Golia ma il mio Cecina si batterà fino all’ultimo»
Elio Parietti, presidente del Basket Cecina ormai da 25 anni analizza il derby e elogia il suo coach Russo: «Davvero un grande»
CECINA
Probabilmente la sua, parliamo di Elio Parietti, è una delle presidenze più datate del basket italiano. 25 anni, più di Scavolini (del quale è concessionario per la vendita delle cucine prodotte dall'azienda di Pesaro), più di Benetton. 16 campionati consecutivi di serie B alle spalle (non male per un comune che non arriva a 30.000 abitanti), ma questo, dei tanti, è il più triste di tutti.
Vero, Parietti?
«Purtroppo sì, il Covid 19 ha colpito duro, sia a livello di prima squadra che a livello di settore giovanile, che è il nostro fiore all'occhiello. Da tempo la nostra squadra di punta è formata al 90% da ragazzi che provengono dal nostro vivaio e che poi magari vanno a proseguire la carriera altrove, in squadre più ambiziose della nostra, vedi Fratto, Del Testa, Caroti. Ma un settore giovanile per produrre giocatori deve funzionare a tutto regime e invece da quasi un anno è tutto fermo».
Già, tutti fermi.
« I nostri quasi 200 ragazzi sono a casa e questo si ripercuote in un danno enorme dal punto di vista economico per noi, già duramente colpiti dal dover giocare la B a porte chiuse, e formativo per loro».
E da un punto di vista tecnico, per quanto riguarda invece la prima squadra?
«È' stato giusto far partire il campionato, ma è un campionato che rischia pesantemente di essere falsato o quantomeno troppo dipendente dalla sorte, un specie di lotteria».
In che senso ?
«Mi spiego: chi gioca domenica contro Piombino incontra metà squadra, chi ci gioca fra un mese li trova al completo».
E' d'accordo sulla formula inventata in corsa per ridurre costi e distanza delle trasferte?
«Sicuramente. Pensi che io e il nostro generale manager Paolo Elmi l'avevamo proposta già a giugno, perchè non era difficile immaginare quello che sarebbe successo»
E domenica derby con Livorno. Ma non c'è più il Don Bosco come qualche anno fa, ma la Opus Libertas che in estate ha comprato il titolo di serie B.
«Sono contento che Livorno si stia muovendo per riportare la città capoluogo nel posto che le compete nel basket. La Libertas si è mossa benissimo, prima sul mercato dei titoli, poi su quello dei giocatori. Hanno messo su una squadra fortissima, delle otto del nostro girone sicuramente la più forte».
Pronostico chiuso, allora?
«In questi casi si dice Davide contro Golia, loro hanno tutto più di noi, altezza, tonnellaggio, esperienza. Credo che specie sotto canestro saremo destinati a soffrire ma non verremo certo a Livorno già rassegnati, anche se sono altre le squadre con cui avremo più possibilità di giocarcela, penso a Ozzano, a Empoli, forse a S.Miniato».
Però una speranza ce l’ha...
« Cercheremo in ogni caso di fare la nostra partita, come siamo riusciti a fare in SuperCoppa. Al di là di questo, mi piacerebbe molto che si giocasse, come sembra probabile, al Modigliani Forum, per i nostri ragazzi sarebbe già quella una soddisfazione».
Che impressione ha avuto del match contro Firenze?
«Indubbiamente a me la squadra contro Firenze è piaciuta, ha lottato con grinta e coraggio giocando la pallacanestro che Roberto Russo, secondo me un grande allenatore, vuole giocare. Sono sicuro, anche a Livorno faremo la nostra figura». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
