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Palazzi/Monteverdi punta sulla linea verde «Tantissimi giovani ma ce la giocheremo»

Fabrizio Cavallini
Palazzi/Monteverdi punta sulla linea verde «Tantissimi giovani ma ce la giocheremo»

Il punto del presidente Stefano Martellini tra campionato e la scelta forzata di bloccare tutti gli allenementi

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CECINA

Stefano Martellini è presidente del Palazzi/Monteverdi. Da lui, in questo periodo di sosta dei campionati, un’analisi del momento che stanno vivendo le società di calcio, e in particolare la sua, un flash sull’inizio di stagione prima che venisse interrotta, senza tralasciare un pensiero alla ripresa.

Per il futuro dei tornei dilettantistici, una situazione fluttuante che non lascia intravedere certezze. E' d’accordo?

«Purtroppo sì. Questa emergenza sanitaria non lascia intravedere possibili miglioramenti nel breve periodo ed anche il fatto che si vada verso l’inverno credo che renda la situazione molto incerta».

Diverse società del comprensorio, fra cui quella che presiede, avevano già proposto una sospensione dei campionati. In quali termini?

«Quella proposta nasceva da diverse considerazioni, rispetto all’emanazione del precedente Dpcm. Ci siamo sentiti tra le società, non trovavamo giusto e non ne comprendiamo tuttora i motivi per cui l’attività a livello regionale potesse essere svolta e quella provinciale no. Inoltre, la riduzione della presenza di pubblico, limitata al 15% della capienza, avrebbe portato ad una forte penalizzazione per quelle società che hanno piccoli impianti, compresa la nostra. Pensi che noi avremmo potuto far entrare solo 15 spettatori… Per l’ultima partita della prima squadra abbiamo deciso di giocare a porte chiuse. D’altro canto gli incassi del pubblico sono un introito imprescindibile per ogni società calcisticae. Come ci si sarebbe dovuti comportare se avessimo potuto giocare con tali limitazioni, con il settore giovanile? Io genitore, non so se avrei portato mio figlio a giocare una partita dove non potevo nemmeno vederlo».

Argomentazioni condivise?

«Certo. Su questi temi c’è stata condivisione di tutte le società di zona, comprese quelle che hanno strutture che, per maggiore capienza, avrebbero risentito meno di quelle limitazioni. La comunicazione condivisa che ci siamo permessi di inviare alla nostra delegazione regionale è stata un bel momento di unione tra società».

Il Palazzi/Monteverdi è fermo, o si procede con gli allenamenti?

«Noi abbiamo deciso di sospendere, al momento, gli allenamenti. Anche in questo caso non ci sono indicazioni precise su come dobbiamo comportarci, sia dal punto di vista sportivo che sanitario. Abbiamo poi fatto una valutazione sulla nostra struttura: avendo un solo campo - l’anticampo presente, con il brutto tempo, diventa spesso inagibile - per rispettare le distanza tra gli atleti dovremmo procedere ad allungare i tempi di durata delle sedute, da squadra a squadra e questo penalizzerebbe chi si allena più tardi. Poi bisogna, per le prossime settimane, tener conto delle limitazioni degli spostamenti dal 22 alle 5 del mattino, con ripercussioni nelle presenze agli allenamenti serali. Ritenendo inoltre che non sia giusto fare distinzioni di età nello svolgere gli allenamenti, dando spazio ad alcune categorie rispetto che ad altre, o porre limiti alle docce per salvaguardare le distanze, abbiamo preso questa dolorosa decisione, condivisa peraltro da diverse società».

Nell'assaggio della stagione sportiva che idea si era fatto della realtà il cui si muoveva la squadra di mister Paolo Michelotti?

«Veniamo da due sconfitte nelle prime due giornate e questo non ci lascia soddisfatti. Ma avremo tempo di rifarci; la squadra presenta molti elementi giovani e qualche cosa paghiamo in termini di esperienza, nelle partite giocate lo si è visto chiaramente. Anche alcuni infortuni hanno limitato il mister nelle scelte. Comunque non abbiamo niente da rimproverarci, siamo convinti di potercela giocare con tutti; ho estrema fiducia nei nostri ragazzi che stanno dimostrando grande impegno ed attaccamento. Per questo non smetto mai di ringraziarli per il modo in cui si sono messi a disposizione in una stagione così difficile che stiamo vivendo».

Cosa si sente di dire, in prospettiva, di questa annata 2020-‘21?

«Posso solo augurami di tornare presto in campo, ma solo nelle condizioni e con limitazioni di inizio stagione; per noi società e per tutti i nostri ragazzi. Riprendere l’attività con regole più stringenti non avrebbe senso. Credo che poche realtà dilettantistiche abbiano la forza di autofinanziarsi; mancando già introiti derivanti dalle feste, alle quali molti di noi hanno dovuto rinunciare, in aggiunta al fatto che la crisi economica limita l’apporto degli sponsor, siamo al limite. Prima di tutto, però, la salute».

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