Il presidio
Riccardo, Matteo e il nitrito di Montebello Quando disabilità e coraggio si incontrano
Un campione bolgherese paraplegico e un purosangue sfuggito al macello insieme nella scuderia Catalini a Donoratico
LA STORIA
Riccardo Cavallini e Montebello: due campioni nella vita e nello sport. Un uomo e un cavallo uniti da un destino avverso che ora si sono ritrovati per un possibile binomio vincente nell’equitazione. La storia si svolge nella scuderia Catalini di Matteo Orienti a Donoratico, una scuola ippica che da tempo s'impegna nelle attività per diversamente abili.
I protagonisti sono il campione bolgherese paraplegico Riccardo Cavallini, due volte vincitore del Giro d’Italia handbike e medagliato agli Europei di atletica e un cavallino Monterufolino: Montebello, che sfuggito al macello è diventato un’icona nel supporto e nel lavoro con i diversamente abili, punto di forza della Scuderia castagnetana. L’incontro e l’idea di dar vita ad una possibile coppia che possa partecipare ai campionati di “Attacchi” formata da Riccardo e Montebello, ce la racconta con grande orgoglio Matteo Orienti, istruttore paraolimpico di 2° livello e specializzato nell'insegnamento ai ragazzi con disturbi intellettivo-razionali.
«Alcuni anni fa, - inizia Matteo - la nostra scuderia ha avuto l'onore di essere la base operativa del team Word Soul di Gea Einaudi, da qui sono partiti per Rio 2016 , e qui abbiamo plasmato un campione Italiano Esordienti di paradressage e abbiamo avuto altre emozioni fortissime. Nel panorama degli sport equestri, la disciplina che fornisce le maggiori opportunità d'integrazione sono gli attacchi. Seguendo questo pensiero abbiamo incominciato a dotarci di competenze, attrezzature e cavalli adatti a questa disciplina. Ad agosto nasce la storia con Riccardo, durante uno degli stage che abbiamo organizzato è venuto ad assistere alle lezioni e cosi ci siamo conosciuti. Durante le visite successive ha fatto trasparire il suo grande amore per i cavalli (prima dell'incidente montava a cavallo) e da lì un pensiero ha iniziato a farsi strada, finché un giorno, preso il coraggio a quattro mani gli ho detto: vogliamo provarci? E lui non si è tirato certo indietro (chi conosce Riccardo lo sa che non molla mai) e allora abbiamo incominciato a pensare tutte le soluzioni migliori per la sua disabilità. Poi siamo riusciti a fare questo test con il nostro fido Montebello. A fine lezione sono state tante le emozioni da incasellare condite da sorrisi e soddisfazione, ci siamo guardati e ci siamo detti: un piccolo passo fatto bene lo abbiamo fatto.
Per Riccardo questa era la prima volta e sia lui che noi eravamo molto soddisfatti ma siamo tutti d'accordo di compiere un passo alla volta e vedere dove arriveremo. Abbiamo parlato molto con Riccardo, un ragazzo molto impegnato nel mondo della disabilità, creatore anche di una associazione sportiva molto apprezzata, la “You Can” di come riuscire a far apprendere le nostre realtà che possono essere un valido aiuto per tutti i ragazzi per conoscere il significato profondo di integrazione, sport, rispetto e responsabilità contro l'indifferenza, il bullismo e la ghettizzazione che imperano nell'ambiente dei ragazzi di oggi. Siamo convinti che la formazione di un team agonistico dia maggiori stimoli e maggior possibilità di successo al progetto anche per la ricerca di sponsor che possano aiutare a sostenere l'attività di base e quella agonistica dei ragazzi, in verità un primo sponsor sembrerebbe essersi fatto avanti, incrociamo le dita e speriamo di poter far fare sport ai ragazzi diversamente abili pesando il meno possibile sulle famiglie». —
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