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Senza sagre le società sono a rischio
Parlano Poeta, Martinelli, Brunetti e Callaioli: «Se non ci sono risorse poche attività, ma alle Sughere qualcosa si può fare»
Giorgio Creatini/ DONORATICO
C’è un grosso punto interrogativo che aleggia sulle società sportive di Donoratico, ed è legato all’organizzazione delle sagre estive al Parco delle Sughere.
Come programmare l’attività sportiva per la prossima stagione agonistica se non ci saranno gli introiti delle sagre?
Al momento dal Comune non è stata presa ancora nessuna decisione, ma è chiaro che con le normative anti Covid 19 sarà davvero complicato svolgere le rinomate manifestazioni culinarie dedicate al Tortello, al Pesce, al Cacciucco, tanto per nominare quelle gestite dalle quattro associazioni sportive più importanti del paese.
Da una location all’aperto, dove contavano soprattutto i numeri dei coperti serviti, (si stipavano fino a 400 persone alla volta, una attaccata all’altra) che arrivava il margine di guadagno per le associazioni che con quel gruzzoletto potevano gestire l’attività. Così è tutta un’incognita e tra i presidenti, pur con qualche apertura, regna un certo pessimismo con una parola che ricorre imperiosa: ridimensionare!
Sentiamo i loro pensieri iniziando da Fabrizio Poeta dell’US Donoratico calcio. «Chiaramente le sagre sono una delle attività più importanti per reperire le risorse economiche, ma noi andiamo a perdere anche un paio di tornei estivi che portavano al seguito molti genitori e parenti che abitualmente si fermavano per il ristoro, panini , piatti freddi e caldi ecc., per cui piove sul bagnato. Già siamo andati in affanno per la chiusura dei campionati, con gli incassi delle partite, rette giovanili e sponsor che non hanno potuto e non potranno onorare gli accordi presi. Aspettiamo con apprensione i comunicati della Figc che sta varando alcuni aiuti con prestiti e soldi a fondo perduto e sgravi per i tesseramenti e iscrizioni ai campionati, questo ci permetterebbe di vedere se è possibile continuare ed affrontare la stagione prossima».
«Bisognerà mettersi ad un tavolo - continua poeta- con l’amministrazione comunale e con le varie discipline sportive per vedere se c’è la possibilità con le varie accortezze di provare ad organizzare le sagre , sapendo che i costi saranno molto onerosi e le entrate scarse, al lumicino, senza contare ad una possibile rimessa, perché certezze ad oggi non c’è ne sono. Bisognerà ridimensionare notevolmente il budget. Siamo disperati! Comunque non molliamo».
Filippo Martinelli del Basket Donoratico: «Le feste non penso si faranno. Noi stiamo programmando senza contare sulla sagra; è difficilissimo ma non possiamo prendere impegni che potremmo non mantenere. La priorità è il settore giovanile. In questo senso ci stiamo muovendo. Le squadre senior verranno solo se riusciamo a trovare budget dopo aver organizzato le squadre giovanili. Consideriamo che il problema non è solo la sagra. In un tessuto economico che gira, prevalentemente, attorno al turismo anche trovare lo sponsor per un cartellone, da qui in avanti, non sarà cosa semplice».
«Altra incognita sono i campionati. Ad oggi non c'è la certezza che l'attività degli sport di squadra possa riprendere in maniera regolare».
Filippo Brunetti della Pallavolo Donoratico: «Secondo me ci sono ancora possibilità di fare qualcosa al parco. Magari studiando insieme formule diverse per quest’anno. In tutti i casi io ho già confermato la terza divisione e la serie D con le atlete di quest’anno. Mister compresi. Certamente senza la festa tutto sarà più difficile. Dovremmo inventarci qualcosa. Tutta questa situazione ha certamente confermato la bontà della scelta di fare la serie D che è stata intrapresa lo scorso anno, senza tale scelta la situazione sarebbe stata molto più difficile».
Infine chiudiamo con Stefano Callaioli presidente dell’Unione Ciclistica.
«Io credo che sarà molto difficile che si possano organizzare sagre per quest’anno, a meno che non si riesca a debellare il virus e si trovino altre forme tipo take away . Per l‘UC Donoratico, ma credo anche per tutte le altre associazioni sportive quelle feste siano la maggior fonte di entrata per coprire le spese dell’annata sportiva e senza quelle si dovranno ridurre i programmi per la prossima. Anche perché parzialmente, la stagione 2019 per noi era comunque già cominciata e le spese in parte sostenute. Bisognerà fare scelte in conformità a quello che sarà rimasto in cassa. Sicuramente riducendo e abbassando il livello dell’attività.»
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