Il Tirreno

Dagli amatori alla Seconda gli anni ruggenti di Bolgheri

Giorgio Creatini
Dagli amatori alla Seconda gli anni ruggenti di Bolgheri

Negli anni ’70 fu padre Ferruccio a lanciare il calcio grazie ai ragazzi del paese Racconti e aneddoti di una generazione che ha vissuto pagine emozionanti

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BOLGHERI

Quando si parla di Bolgheri, le prime cose che vengono in mente sono i cipressi, il vino, Ribot e il Carducci. Vi sembra poco? Certo che no. Grazie a queste peculiarità infatti, il borgo castagnetano è diventato famoso nel mondo, ma al di là delle sue celeberrime attrattive, il paesino è vissuto anche nella normalità dei suoi uomini e dalle sue donne che nel tempo hanno sviluppato passioni, svaghi ed interessi extra lavorativi.

Così, per esempio, negli anni ‘70 Bolgheri scoprì il calcio, un’attività sportiva che per 40 anni portò interessi nuovi ed entusiasmò gli abitanti del borgo e della campagna circostante. Tutto questo iniziò grazie ad un sacerdote, padre Ferruccio e alla gentile concessione di un campetto a San Guido da parte del marchese Incisa.

Una trentina di ragazzi del paese e delle campagne, cominciarono a ritrovarsi tutti i sabati presso il campo sportivo di San Guido, e sotto la guida di Mauro Mannelli, proveniente da Piombino, ma con fidanzata bolgherese, si costruì una squadra per partecipare al torneo dei bar che in quegli anni, si disputava a Donoratico. Facevano parte della compagine Bernardino Persico, Maurizio Serini, Osvaldo Bruni, Arco Cavallini, Enio Mogliani, Giovanni Persico, Leonardo Ferri, Roberto Rossi, Giovanni Chiappini, Maurizio e Roberto Rossi, Piero Trobbiani, Giordano Cameli, Alessandro Brunetti, Carlo Fuselli, Riccardo Caradini, Alberto Fabbri, Claudio Felicetti e Leo Bartolomei. Il resto della storia ce la facciamo raccontare da Alessandro Brunetti, che ha vissuto per intero l’epopea del calcio nella piccola frazione.

«Una volta composta la squadra, - inizia Brunetti - “Il Granaio”, ristorante di Bolgheri, diventò lo sponsor della squadra che alla sua prima partecipazione, nel 1974, trionfò subito. Tra i dirigenti Piero Galli e Gino Felicetti che, alla prima partita ufficiale, non essendo mai entrato in uno spogliatoio, quando il Mannelli gli disse: - Gino te sei l’addetto all’arbitro! Gino, in dialetto, marchigiano rispose. ”Che ha ditt l’arbetr? Un altro divertente aneddoto di quei tempi, - continua Alessandro - ...primo raduno, manca un portiere e stiamo parlando su come trovarlo, quando arriva il pullman dal quale scende Bernardino Persico che, direttamente dall'università, stava venendo al ritrovo. Appena il Mannelli lo vide, ci disse: ecco il portiere, lo mise in porta e gli fece subito provare i tiri di Claudio Felicetti che lo battezzarono subito come il portiere del Granaio. Mi ricordo anche di come ci procurammo i primi completini, utilizzando le figurine “valide” della raccolta Panini; tutti insieme riuscimmo a mettere insieme tante per ottenere due divise, una gialla e una blù. Iniziò così un ciclo calcistico che portò Bolgheri prima a dominare per anni proprio quel torneo, in seguito, con il nome di G.S. Bolgheri, alla guida del quale si sono succeduti vari presidenti a cominciare da Mauro Costi, Cammillo Valori per poi arrivare al “presidentissimo” Enzo Brunetti che ha rappresentato per Bolgheri l’esplosione a livello sportivo prima nel campionato amatori UISP (vinto 2 volte) e poi ad iscriversi alla terza categoria, coronata dalle vittorie in Coppa Toscana nel 2004 e dalla promozione in seconda categoria nel 2006. Ci fu anche un’esperienza internazionale con il gemellaggio con una società di serie A Argentina voluto da mio nipote Nicola Brunetti che era in contatto con il loro presidente. Le partite si giocavano sul nostro campo sportivo in vicinanza del cimitero che rappresentava la nostra fossa dei leoni. La sagra della Sportiva che si svolgeva nello spazio antistante il campo sportivo era un appuntamento tradizionale per finanziare le casse della squadra ed anche per gustare i piatti tipici della tradizione bolgherese cucinati con maestria dalla moglie del presidente Anna Lorenzini-Brunetti». —



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