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Un po’ Brontolone e anche un po’ nostalgico «Quanto mi manca il derby tra Cecina e Colli»

Michele Falorni
Un po’ Brontolone e anche un po’ nostalgico «Quanto mi manca il derby tra Cecina e Colli»

Tecnico della squadra di Montescudaio ma un passato in rossoblù. «Ma con le tribune vuote sarebbe stato troppo triste»

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CECINA

Chissà in quanti avrebbero seguito il derby tra Cecina e Colli Marittimi, in calendario domenica 8 marzo. Come non detto: il campionato di Promozione si è fermato la settimana precedente a causa dell’emergenza sanitaria. E così, niente inaugurazione del Loris Rossetti, trasformato in arena inglese, e stagione finita. Antonio Brontolone, bandiera e non banderuola, degli ospiti era l’allenatore. Sono passati quasi due mesi da quel giorno, ma lui ci pensa ancora. Sì, perché allo stadio comunale è cresciuto: primi passi nelle giovanili rossoblù, scalata alla prima squadra, posto fisso nel cuore della difesa in tempi di precarietà e spostamenti continui pure nel calcio, capitano degli ultimi arrembaggi e tecnico vincente con il salto di categoria via spareggi in Eccellenza due anni fa.

Insomma, ci sono tutti gli elementi per scrivere un altro capitolo del romanzo. “Se tornassimo in campo – dice valutando la più remota delle ipotesi per sognare ancora come centinaia di appassionati – vorrei la massima sicurezza di tutte le persone. Mi rendo però conto che è complicato, perché soprattutto noi dilettanti ogni mattina andiamo al lavoro, non ci dedichiamo solo allo sport. Si muovono migliaia di persone con tutti quelli che sono i rischi conseguenti. Certo, mi piacerebbe disputare il derby, perché a via Puccini sono affezionato, ma vedere le tribune vuote mi lascerebbe dentro una profonda amarezza. Fantastico sarebbe stato con gli spalti pieni di sostenitori. Purtroppo, il coronavirus lo impedisce e ne abbiamo preso atto».

L’attività è ferma e come scritto nel portale della Lega nazionale dilettanti, l’ultima parola spetta al consiglio federale, che si riunirà il 4 maggio per decidere come e quando ripartire. Ma anche quali saranno i criteri da usare per promozioni e retrocessioni.

Facciamo comunque un passo indietro. Domenica 1 marzo, data dell’ultimo turno svolto, Cecina e Colli Marittimi pareggiano rispettivamente sul campo del Montalcino e in casa contro il San Donato. I rossoblù, a 38 punti, sono già salvi e puntano a conquistare un punto nei playoff, i collinari invece sono a quota 31 punti e vogliono salire ancora in classifica, visto che rimangono cinque gare da giocare.

«Prima parte del torneo più complicata – prosegue Brontolone – per via di un rendimento che non è stato abbastanza costante. Alla guida della squadra, neopromossa, sono arrivato l’estate scorsa. Nei momenti difficili la società ha creduto in me, mi ha confermato la fiducia e con il direttore sportivo Giacomo Zanobini abbiamo lavorato a fondo. Il mercato di riparazione a dicembre ci ha permesso il salto di qualità, complice l’arrivo di Leonardo Righini, Gianni Rigoni, Davide Carelli, Matteo Moneta, i fratelli Federico e Christian Matta. Peccato per le occasioni perse a Montescudaio, ma non mancandoci le ambizioni anche noi nel girone di ritorno pensavamo agli spareggi dell’alta classifica».

Sullo sfondo, però, rimane il derby che è stato cancellato. Peccato perché ci sarebbe stata davvero tanta voglia di essere in campo per questa affascinante sfida.

Tra volti nuovi e tanti ex, sarebbe stata una sfida da ricordare. «Non ho visitato il Loris Rossetti – conclude Brontolone – ma guardando le foto e leggendo i servizi pubblicati dal giornale ho apprezzato lo sforzo e i sacrifici dell’amministrazione per trasformarlo. Con il pubblico a riempire le tribune il colpo d’occhio sarebbe stato fantastico e, per me, una autentica emozione. Sì, spero di ricominciare quanto prima e mi auguro davvero che sui prati tornino i bambini del settore giovanile, il nostro presente e il futuro. È una gioia vederli correre e ridere». —



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