Il Tirreno

il “rossetti” dopo la ristrutturazione 

Quel gioiello chiuso e un po’ triste Lo stadio vuole riaccendere le luci

M.F.
Quel gioiello chiuso e un po’ triste Lo stadio vuole riaccendere le luci

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CECINA

Per gli appassionati e i giocatori il tempo si è fermato a domenica 8 marzo, quando il menù di giornata offriva il croccante derby tra Cecina e Colli Marittimi allo stadio Loris Rossetti. Invece, niente: a causa del coronavirus, campionati fermi, nessuna inaugurazione e futuro da riscrivere.

A guardarlo dall’alto di un palazzo, il comunale assomiglia a un’arena inglese, con le tribune attaccate all’erba sintetica di ultima generazione per avvicinare gli spettatori alla partita e ai giocatori. È triste vederlo vuoto, sebbene tutti sognino almeno un’amichevole di lusso in estate. I lavori, durati 18 mesi, sono finiti e anche l’impianto a luci led è pronto. Dati e numeri aiutano a capire. I posti disponibili, a sedere e in piedi, sono circa 2mila, così divisi: 670 in tribuna scoperta lato monte per i sostenitori rossoblù e 300 per gli ospiti con ingressi separati, 560 in tribuna coperta e 470 in piedi, esclusa la zona dietro alla porta sud dove si trovano i campi di calcetto. Il terreno di gioco è circa un metro più basso rispetto all’originale, favorendo così chi segue la gara da dietro ai vetri di protezione, e il sistema di irrigazione è automatico. I disabili hanno un’entrata apposita.

Gli spogliatoi, compresi quelli degli arbitri divisi tra uomini e donne, sono ampi e luminosi, foderati con i colori sociali e ricordano quelli delle grandi società per disposizione delle panche e degli accessori. Le operazioni, iniziate a novembre di due anni fa, sono costate in totale un milione e mezzo circa, di cui un milione e 254 mila euro ricevuti dal Coni e il resto a carico dell’amministrazione cittadina.

Il percorso burocratico è concluso, ma la pandemia ne ha interrotto gli ultimi passaggi: le certificazioni ci sono, mancano soltanto i sopralluoghi del Comitato olimpico nazionale italiano, della Lega dilettanti e dei vigili del fuoco, che devono tornare per il perfezionamento delle pratiche. Il 26 settembre 2018 il Cecina vi ha disputato l’ultimo incontro, perdendo in Coppa Italia con il Grosseto (1-2). Due mesi dopo sono iniziati gli interventi con la ricerca di ordigni bellici inesplosi, proseguiti fino a febbraio dell’anno scorso.

Da marzo, via alla ristrutturazione che ha trasformato il Loris Rossetti rivisitando pure l’infermeria, gli uffici e il magazzino, tracciando da capo gli impianti elettrici e termici. Rifatti pure i vialetti interni, i servizi igienici e intonacati i muri esterni che guardano viale Marconi e via Puccini.

Il livello della struttura è alto e qualifica ancora di più il villaggio scolastico, che si trova a meno di cinque minuti a piedi. Lo stadio potrà ospitare tutte le partite della Lega nazionale dilettanti e quelle del settore giovanile e scolastico fino alla serie D compresa. «Mi auguro – dice il consigliere delegato allo sport Mauro Niccolini – di tornare in tempi ragionevoli alla normalità. Mi rendo conto che per lo sport, come per l’intero mondo del lavoro, la pandemia sia stata un problema enorme. Cambierà il nostro stile di vita? Sì, ma spero che i bambini tornino un giorno a giocare a calcio e a divertirsi. Il comunale rappresenta un risultato strategico per la città e una occasione di crescita per i sodalizi del territorio».

E per promuovere il turismo, interessando sodalizi stranieri che qui potrebbero allenarsi in periodi diversi dell’anno. —

M.F.

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